Venerdì di metà aprile calcisticamente a livello internazionale rappresentano storicamente ponti frenetici tra coppe europee e campionati: ultimi curvoni decisivi di stagione, di tempo da perdere ce n’è ben poco. Ma al contempo, qualche storia romantica, singola e curiosa, il calcio sa sempre farla venir fuori. Sa sempre stupire, offrire, specialmente attraverso latitudini e percorsi impronosticabili.
Stavolta al centro delle copertine orientali torna Keisuke Honda. Già, proprio l’asso giapponese, il trequartista nipponico, forse una delle poche note liete degli ultimi anni di gestione Berlusconi/Galliani al Milan. Uno dei volti più iconici di sempre del calcio giapponese: storico numero dieci della nazionale dei Samurai, un centinaio di presenze, 38 gol e tante tante giocate. Quel modo così particolare e velenoso di batter le punizioni dalla distanza. Insomma, volto esotico, ma sempre ricordato con grande affetto anche dalle nostre parti.
Bene, Honda aveva smesso nel 2022. Aveva annunciato il ritiro, dedicandosi ad apprendere l’arte dell’allenatore in una prima esperienza propedeutica a quel tipo di percorso: assistente tecnico dello staff della nazionale della Cambogia. Ma evidentemente quel profumo d’erba e quella voglia di sentirsi ancora protagonista hanno giocato la loro parte, hanno fatto sentire il loro richiamo e così nel 2025 sovvenne decisione clamorosa: ritornare a giocare.
Prima nel Buthan, adesso però la grande opportunità. Sceglie Premier League, sì, ma quella del Singapore. Ha firmato con l’Albirex Jupong, di cui sarà uno dei volti iconici, iconografia in vetrina, a quasi 40 anni. Già, giocherà tutto il 2026 con loro: a giugno compirà le fatidiche 40 candeline, ma di appender gli scarpini al chiodo ancora no, sembra proprio non volerne sapere.

