Il Milan è esploso: processo e crisi, Leao alla gogna. E Max trema
Sport
12 Aprile 2026
Il Milan è esploso: processo e crisi, Leao alla gogna. E Max trema

MILANO – Forse la prima grande crisi del Max Allegri 2.0 a Milanello. Il giorno dopo fa rumore. Un 0-3 mediatico, roboante, assolutamente clamoroso. Perché se ti chiami Milan non può esser altrimenti. Al centro delle copertine c’è senz’altro la prima  grande crisi del Max 2.0 a Milanello. Una squadra che ha colpevolmente, evidentemente, subito il contraccolpo mentale di un sogno tricolore definitivamente scemato e smontato nelle ultime settimane, tra Olimpico e Napoli, confluito con una disfatta interna che proprio per i tanti palati fini di San Siro diventa inaccettabile. Ha cambiato sistema Max, varando il 433 evidentemente per ritrovar smalto offensivo, ma senza successo. Se non ci sono principi di gioco, contro squadre organizzate come l’Udinese di Runjaic che s’è portata via sei punti su sei quest’anno alla Scala del calcio (plauso enorme), il cambio non porta frutti anzi peggiora inevitabilmente le cose. E dunque fischi e fischioni, soprattutto sullo specchio della discontinuità e della delusione rossonera, quel Rafa Leao che da mesi combatte con quella pubalgia che, gestita in direzione Mondiale, non gli ha mai permesso di trovar continuità: indolente e disordinato, la peggior versione, lecitamente beccato dal popolo rossonero. Il problema è che mentre ambiente, sostenitori e stampa fanno processi, Max Allegri sa bene che la quotidianità ha riassorbito il Milan nella lotta Champions: terza forza e ancora favorita, ma vietato dormir sonni tranquilli. Perché Roma, Como e Juve giocano a mors tua vita mea e non vedono l’ora, come ossigeno, di risucchiare i rossoneri. A Milanello sanno bene che non si può perder tempo ed occorre immediatamente sterzare: c’è il Verona per ripartire, ormai spacciato e necessariamente da battere, ma quindi scontro diretto a San Siro con la lanciatissima Juve di Spalletti. Insomma, sei giornate dalla fine per centrar l’obiettivo minimo che Max ha sempre decantato (non per tutti i sostenitori basta), ma adesso sì: è iniziato un altro campionato.