TORINO – La Juve è già rientrata a Torino. Ed è stata una nottata splendida. Perché il sospirone è di quelli grossi, la sensazione d’aver fatto un colpo importante è netta, l’impressione è quella d’aver superato uno degli step più delicati per inseguire fino in fondo il traguardo: quarto posto e Champions League.
Quel traguardo che adesso sì, aperti nuovi scenari ed altrettanti orizzonte, ora forse si può raggiungere anche attraverso la terza piazza, colpa di un Milan risucchiato. Ma senza voli pindarici, determinante sarà la gara fra due domeniche a San Siro, uno scontro diretto in cui la Vecchia Signora in grande crescita proverà a trascinar giù, nella lotta turbolenta, un Milan che fino a ieri viaggiava comodamente verso l’obiettivo minimo per tanti già in cassaforte e conseguito, malgrado le diffide di Max.
Ma l’aspetto più importante è che adesso sì, per qualche ora domenica serena e di brindisi. Già, si può brindare. Spalletti, mentalità bianconera molto di più di quanti additassero quando sbarcò a Torino estate scorsa, aveva redarguito tutti: non c’era tempo per celebrare il rinnovo del contratto, testa al campo perché Bergamo imponeva ogni attenzione.
E la Juve ha superato il test. Con solidità e difesa muro, sì, ma con principi evoluti e contemporanei. Insomma, dna bianconero ma nei giorni d’oggi, con connotati spallettiani. Tecnico che ha pescato ancora una volta Boga, all’ennesimo gol che può rappresentare oro. Non brilla Yildiz? Ci pensa Boga. Chi l’avrebbe mai detto, mesi fa. Segnali. Segnali che la Continassa carpisce e digerisce, col sorriso sulle labbra. E se stasera il Como non dovesse far l’ennesimo suo miracolo, beh, Juve quarta da sola a tre punti dal Milan terzo. S’è messa bene, eccome.

