MILANO – Bisogna resettare, voce del verbo resettare, come direbbe Aurelio De Laurentiis. Anche e soprattutto i presidenti di tutta la Serie A esporranno la preferenza che contribuirà ad eleggere il prossimo presidente federale FIGC dopo il terremoto che ha coinvolto il calcio italiano complice terzo fallimento Mondiale consecutivo che ha significato crollo del regno Gravina con dimissioni forzate ed a tutti gli effetti a furor di popolo.
In tal senso, oggi i venti patron del calcio più prestigioso della Penisola, la Lega Serie A, si sono riuniti a Milano per un’Assemblea stabilita da giorni e necessaria. In cui ci sarebbe stato quel confronto serrato che avrebbe portato ad idee più chiare su quella che sarà la candidatura politico-calcistica ritenuta più idonea da sostenere. Soprattutto tenendo conto di chi è già sotto contratto o di profili che già ricoprono altri ruoli.
Terminato con successo il proprio mandato di Presidente della Federazione Milano Cortina, il nome forte è sempre stato quello di Giovanni Malagò. Libero ed evidentemente pronto a tuffarsi nel mondo del calcio, dopo aver ricoperto negli anni passati anche e soprattutto la carica di presidente del CONI. Insomma, una figura storica degli ultimi decenni pronto a prender il mano il mondo del calcio italiano.
Sostenuto dalla maggioranza, trapela quasi uniformità di giudizio: ben 17 società su 20 avrebbero indicato proprio l’ex vertice olimpico per rilanciar i quadri federali di Coverciano. Sarebbero infatti soltanto due i pareri contrari: oltre a quello del Verona, si oppone per la Lazio anche patron Claudio Lotito.
Le elezioni sono in programma il prossimo 22 giugno. Intanto era necessario quadrare e dunque la maggioranza s’è espressa verso la convergenza su Malagò. Il parere della Lega Serie A conterà al 18% alle prossime elezioni.

