Viterbo – Crollo a Palazzo Donna Olimpia, Antoniozzi: «Tutela immediata per i reperti di Acquarossa»
Cronaca
13 Aprile 2026
Viterbo – Crollo a Palazzo Donna Olimpia, Antoniozzi: «Tutela immediata per i reperti di Acquarossa»
Antoniozzi sottolinea la necessità di interventi immediati

VITERBO – Dopo il crollo di una porzione del tetto di Palazzo Donna Olimpia Pamphilj, l’amministrazione comunale interviene sulla gestione dell’emergenza e sulla tutela dei materiali archeologici custoditi all’interno dell’edificio.

All’interno del palazzo erano infatti depositati da tempo reperti provenienti dagli scavi del sito etrusco di Acquarossa, considerato uno dei contesti archeologici più rilevanti del territorio viterbese.

Il cedimento della copertura, avvenuto nei giorni scorsi, ha reso necessario l’avvio di procedure urgenti per garantire la sicurezza dei materiali. Sebbene il crollo non abbia interessato direttamente i locali destinati alla conservazione dei reperti, i sopralluoghi hanno evidenziato un quadro generale di degrado degli ambienti interni, rendendo indispensabile l’adozione di misure straordinarie per la tutela del patrimonio.

A fare il punto sulla situazione è l’assessore alla Cultura e vicesindaco Alfonso Antoniozzi, che sottolinea la necessità di interventi immediati.

«A seguito del crollo del tetto del palazzo Donna Olimpia, all’interno del quale erano da tempo depositati reperti provenienti dagli scavi del sito archeologico Acquarossa, si è reso necessario intervenire con la massima urgenza per garantirne la piena tutela», dichiara Antoniozzi.

Nel corso della gestione dell’emergenza, l’assessore ha espresso un ringraziamento formale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, che ha garantito la propria disponibilità ad accogliere temporaneamente i reperti.

«In questo passaggio particolarmente delicato, desidero esprimere un ringraziamento sincero e non formale alla Soprintendenza […] che ha dimostrato ancora una volta grande attenzione istituzionale e concreta capacità operativa», afferma Antoniozzi.

La Soprintendenza, infatti, ha offerto la disponibilità a prendere in carico i materiali e a collocarli nei propri locali, assicurando condizioni adeguate di conservazione, misura ritenuta indispensabile in una situazione di emergenza come quella determinatasi dopo il crollo.

Parallelamente, l’amministrazione comunale sta lavorando per individuare una soluzione stabile che consenta il ritorno dei reperti nel territorio cittadino e la loro futura valorizzazione.

«Parallelamente, l’amministrazione sta valutando tutte le ipotesi possibili, con particolare riferimento agli immobili che torneranno nella disponibilità del Comune al termine dei lavori di restauro e consolidamento attualmente in corso su una parte significativa del nostro patrimonio immobiliare», spiega l’assessore.

L’obiettivo, secondo quanto dichiarato, è individuare uno spazio adeguato che possa accogliere stabilmente i materiali archeologici e renderli nuovamente fruibili al pubblico.

«La qualità della collaborazione istituzionale che si è attivata in questa circostanza rappresenta un elemento decisivo, perché consente di affrontare con efficacia una criticità reale, trasformandola in un percorso ordinato di tutela e valorizzazione del patrimonio», conclude Antoniozzi.

Il caso del crollo a Palazzo Donna Olimpia ha riacceso il dibattito sullo stato di conservazione di numerosi edifici storici del centro di Viterbo, molti dei quali da anni segnalati in condizioni di degrado e bisognosi di interventi strutturali urgenti.