Nei canili di Muratella e Ponte Marconi animali malnutriti e condizioni igieniche precarie: nel mirino dell’Anac la malagestione del Rifugio Agro Aversano
Cronaca
14 Aprile 2026
Nei canili di Muratella e Ponte Marconi animali malnutriti e condizioni igieniche precarie: nel mirino dell’Anac la malagestione del Rifugio Agro Aversano

ROMA – I canili di Muratella e Ponte Marconi, o meglio la loro mala gestione, balzano di nuovo agli onori delle cronache.

E’ di questi giorni, infatti, la delibera dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) per la gestione del servizio di cura e contenimento del randagismo nelle due strutture che ha evidenziato una serie di rilevanti criticità nella fase di esecuzione dell’appalto triennale da 7.183.656,41 euro oltre Iva, affidato alla società Rifugio Agro Aversano S.r.l. da Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale, società guidata da imprenditori e politici dell’agro aversano.

L’istruttoria dell’Autorità si è sviluppata a seguito di una segnalazione sulle modalità di esecuzione del servizio e ha portato a un esame approfondito della documentazione prodotta dall’amministrazione capitolina, compresi verbali di sopralluogo, certificazioni di regolare esecuzione, report mensili e registri delle presenze del personale veterinario.

Tantissime le problematicità riscontrate a partire da un sistema dei controlli che non risulta strutturato in modo adeguato rispetto alla complessità e alla natura del servizio affidato, che riguarda direttamente il benessere di centinaia di animali ospitati nelle strutture comunali.

“Uno dei punti più critici evidenziati  – scrive al riguardo la testata CasertaNews – riguarda proprio l’attività del Direttore dell’esecuzione del contratto, che secondo l’Autorità avrebbe svolto sopralluoghi mensili con modalità ritenute però insufficienti a garantire un controllo effettivo e sistematico delle prestazioni previste dal capitolato. I verbali, spesso redatti in forma manoscritta e caratterizzati da descrizioni generiche, non avrebbero consentito una verifica puntuale del rispetto di obblighi essenziali, come la corretta somministrazione dei pasti due volte al giorno, le attività di pulizia, la gestione del personale e la cura quotidiana degli animali.

L’Anac sottolinea inoltre che diversi controlli sarebbero stati effettuati in modo episodico o successivo a segnalazioni esterne, senza un piano strutturato di verifica continua e senza l’adozione di strumenti operativi come checklist o schemi di controllo dettagliati. Un’impostazione che, secondo l’Autorità, avrebbe finito per ridurre la vigilanza a un’attività prevalentemente formale, non sufficiente a garantire la piena conformità del servizio agli obblighi contrattuali. Difficile resistere ad un’offerta del genere ho. Mobile Particolarmente rilevanti risultano anche le osservazioni sul personale veterinario previsto dal capitolato.

Dalla documentazione emerge infatti una presenza ridotta rispetto alle ore contrattualmente stabilite per il veterinario comportamentalista, figura considerata centrale nella gestione degli animali con problematiche comportamentali. In più occasioni, la presenza effettiva sarebbe risultata inferiore a quella prevista, con conseguente ricorso a scomputi economici ma senza contestazioni formali sistematiche sull’inadempimento.

Ulteriori criticità riguardano la coerenza dei registri delle presenze dei veterinari, che secondo l’Anac presenterebbero scansioni orarie difficilmente compatibili con la reale presenza fisica contemporanea nelle due strutture di Muratella e Ponte Marconi, distanti diversi chilometri. Elementi che, pur non traducendosi automaticamente in irregolarità accertate, vengono indicati dall’Autorità come segnali di debolezza del sistema di tracciamento e verifica.

Nel provvedimento viene inoltre richiamata la gestione dei certificati di regolare esecuzione, spesso basati sui report forniti dallo stesso gestore del servizio e firmati senza un adeguato riscontro indipendente su tutte le prestazioni previste dal capitolato. Anche in questo caso, l’Anac rileva una possibile sovrapposizione tra attività di controllo e documentazione prodotta dall’affidatario, con il rischio di una verifica non pienamente autonoma.Nel complesso, l’Anac conclude evidenziando che le carenze riscontrate nel sistema di vigilanza non appaiono compatibili con i principi di efficacia, economicità e correttezza che devono guidare l’esecuzione dei contratti pubblici, soprattutto in settori sensibili come quello della tutela animale. L’Autorità richiama quindi Roma Capitale a rafforzare le attività di controllo e a garantire una piena tracciabilità delle verifiche, anche attraverso una riorganizzazione delle funzioni del RUP e del Direttore dell’esecuzione.La delibera sarà trasmessa ai soggetti competenti per le valutazioni del caso e per l’adozione di eventuali misure correttive, con obbligo di riscontro entro trenta giorni sulle iniziative intraprese.”

Già nel 2017, nelle fasi iniziali di affidamento del bando, le prime problematiche con il nuovo gestore, il Rifugio Agri Aversano, che entrò nella struttura con la Polizia e personale del dipartimento Ambiente del Comune.

Ecco, all’epoca, il racconto degli ex lavoratori su Facebook:

«Ci stanno cacciando. Questa mattina il nuovo gestore dei canili comunali, insieme alla Questura e al Comune di Roma, ci ha intimato di lasciare il canile. Questa è la democrazia a 5stelle. Questa è la trasparenza e la partecipazione, cacciare i lavoratori e dare in mano i canili a chi, fino a ieri, è stato accusato dallo stesso Movimento di non garantire il benessere degli animali».

«Il rispetto formale delle procedure – ha aggiunto Lutrario- non può essere l’unica preoccupazione che guida l’amministrazione. Il bando sull’assegnazione dei canili presenta delle lacune clamorose poiché alcuni servizi sono stati semplicemente cancellati e molte attività vengono affidate ai volontari. Inoltre il Nas ha rilevato gravi irregolarità a seguito degli accertamenti per il decesso di due cani nella gestione di alcuni canili nel Salernitano, dove opera l’associazione che ha vinto il bando di Roma».