TERNI – Sono ore drammatiche, ormai da ieri sera, per il futuro calcistico della Ternana Calcio. Adesso sì, a serio rischio esistenza, potenzialmente prossima all’estinzione.
Nella serata di ieri, nell’assemblea dei soci avvenuta all’interno di uno studio notarile di Terni, la famiglia Rizzo ha deciso di rinunciare. E nella maniera più drammatica: l’amministratore unico Fabio Forti ha deciso di rassegnare le dimissioni, la proprietà ha varato la liquidazione volontaria ed ha nominato un liquidatore.
Particolarmente deluso il sindaco Bandecchi, ex patron del club. In questi casi, a fronte di pesanti debiti, c’è solo una maniera per operare: l’aumento di capitale. La proprietà ha scelto il fallimento. E s’è spenta sul nascere tra l’altro la possibilità di un compratore last minute, tal Pantalloni, che aveva espresso manifestazione di interesse. Ma a fronte di una richiesta sui 30 milioni, 22 milioni di debiti più altri 6 addirittura richiesti dalla famiglia, s’è chiaramente tirato indietro.
Adesso la società è sull’orlo del baratro. Terni vive calcisticamente ore drammatiche. La tifoseria col cuore in frantumi. Una storia che rischia d’esser cancellata e costretta a ripartire dal calcio dilettantistico, la Serie D nella migliore delle ipotesi. La squadra oggi s’è ritrovata al Liberati per il consueto allenamento, prima di ricever comunicazione: annullato. Grottesco. La FIGC ancora non s’è espressa, ma potrebbe fargli fare la stessa fine del Rimini: cancellata dal campionato, classifica riscritta, Fere costretta all’estinzione. Terni, una città col cuore in frantumi.


