Viterbo sotto i riflettori della tv svedese: la Città dei Papi conquista il Nord Europa
Cronaca
17 Aprile 2026
Viterbo sotto i riflettori della tv svedese: la Città dei Papi conquista il Nord Europa
La nostra proposta alla sindaca: invitare l’erede al trono di Svezia per celebrare il legame con il “re archeologo” Gustavo VI Adolfo, il cui amore per la Tuscia resta ancora oggi nella memoria collettiva

di Diego Galli

VITERBO – Le telecamere della televisione nazionale svedese sono arrivate nei giorni scorsi nella Città dei Papi, portando Viterbo all’attenzione di un vasto pubblico internazionale composto da milioni di spettatori in tutta l’area del Nord Europa.

Una troupe dell’emittente pubblica SVT ha infatti realizzato un’intervista alla sindaca Chiara Frontini, dedicata alla promozione turistica della città e del territorio circostante. Al centro del servizio televisivo, il cuore storico di Viterbo, ma anche le eccellenze naturalistiche che rendono la Tuscia una meta sempre più apprezzata dai visitatori del Nord Europa.

Particolare attenzione è stata riservata ai paesaggi della provincia, con i Monti Cimini, il Lago di Bolsena, il mare, i fiumi e le ampie distese boschive che contribuiscono a creare un ambiente ancora autentico e incontaminato. Elementi che, insieme al clima mite e alla tradizionale accoglienza della popolazione locale, rappresentano da tempo un forte richiamo per i cittadini dei Paesi nordici, sempre più orientati a soggiorni lunghi distribuiti durante tutto l’anno.

L’arrivo della televisione svedese a Viterbo offre però anche l’occasione per riportare alla memoria un legame storico e culturale profondo tra la Tuscia e la Svezia. Un legame legato alla figura del cosiddetto “re archeologo”, Gustavo VI Adolfo, che tra il 1957 e il 1978 promosse importanti campagne di scavo nella Tuscia, contribuendo in modo significativo alla conoscenza del passato etrusco della zona.

Le ricerche interessarono in particolare i siti di San Giovenale e Luni sul Mignone, nel territorio comunale di Blera, e l’area di Acquarossa nei pressi di Ferento. In quegli anni, e fino alla sua scomparsa nel 1973, il sovrano partecipò attivamente alle attività archeologiche, guadagnandosi la stima degli studiosi e lasciando un ricordo ancora vivo tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Re Gustavo di Svezia in una foto scattata a Ferento negli anni ’60. Foto degli archivi della Biblioteca Consorziale di Viterbo

Proprio alla luce di questo legame storico, il nostro giornale intende avanzare una proposta simbolica ma dal forte valore culturale: invitare a Viterbo l’erede al trono di Svezia, la principessa Vittoria di Svezia, per rendere omaggio alla memoria del nonno e al suo profondo amore per la Tuscia.

Un’iniziativa che avrebbe un significato non solo commemorativo, ma anche culturale e turistico. Oggi, infatti, Viterbo vive una fase di grande fermento sul fronte della ricerca archeologica. Sono numerosi i cantieri di scavo attualmente in corso, che potrebbero rappresentare una naturale prosecuzione simbolica del percorso iniziato proprio dal sovrano svedese decenni fa.

Tra questi figurano gli interventi nell’area di Santa Maria in Gradi, quelli presso Santa Maria delle Fortezze, gli scavi sul Colle del Duomo, gli studi archeologici nel complesso dei Santi Simone e Giuda e le ricerche nei resti del palazzo attribuito a Federico II di Svevia. Un patrimonio in continua evoluzione che racconta la stratificazione millenaria della città e che potrebbe offrire all’erede al trono svedese l’opportunità di ripercorrere idealmente le orme del nonno.

Quale momento migliore, dunque, per rafforzare questo ponte storico e culturale tra Viterbo e la Svezia se non proprio ora, nel momento in cui l’attenzione mediatica internazionale torna a concentrarsi sulla Città dei Papi?

Al di là della proposta, resta il valore concreto della presenza della televisione svedese in città, che rappresenta un’opportunità significativa in termini di visibilità internazionale. Un’occasione che potrebbe trasformarsi in un importante volano per il marketing turistico, soprattutto verso quei flussi provenienti dal Nord Europa che da tempo dimostrano un interesse crescente verso la Tuscia.

Un interesse che affonda le radici nella storia e che oggi, grazie alla promozione mediatica e al patrimonio culturale del territorio, può trovare nuove occasioni di sviluppo e valorizzazione.

La ex chiesa di Santa Maria in Gradi. Oggi in corso lavori archeologici e di riqualifica da parte della Soprintendenza