LIVERPOOL – Sorge sulle rive del Mersey, il fiume che bagna Liverpool e metaforicamente divide la città in metà rossa e quella blu, il nuovo stadio dell’Everton. Sorge proprio al porto, cime di pescatori, Cime Tempestose. Già, senza scomodare il celebre romanzo di Emily Brontë. Si temeva ad inizio stagione che i Toffees potessero aver perso quel brivido vittoriano di Goodison Park, ma tra ritorno di Moyes e cuore vecchio stampo degli Evertonians, non è stato minimamente così. Da stanotte lo sa bene pure Pep Guardiola, che ieri sera se l’è vista brutta e probabilmente, proprio su quella foce, ha lasciato bella fetta di Premier. Perché stavolta, sul più bello, magia e destini britannici, hanno rovesciato la bussola del campionato più prestigioso al mondo e, a differenza di due e tre anni fa quando l’Arsenal si divorò tutto il vantaggio in inverno accumulato, stavolta è tornata pesantemente a spirare Gunners. E’ finita 3-3 una gara dal finale pazzesco, coi tifosi dei Citizens che già stavano abbandonando l’impianto nuovo di zecca prima che Haaland li richiamasse all’appello, in tempo per gustarsi quel gioiellino di Doku che in piena mischia e con Donnarumma nell’area avversaria a saltare regalasse pari e punto che lascia ancora spiragli Premier alla fine di una notte tremendamente burrascosa per il Manchester City: l’Everton, sospinta dal suo popolo ed in piena corsa quest’anno per l’Europa, l’aveva ribaltata. Perché questo Man City è bellissimo e straripante davanti, ma resta in ricostruzione perché dietro ha perso certezze: quel che ormai ribadiamo in queste sedi da inizio anno. Fatto sta che nella bolgia, per come s’era messa, Guardiola esulta ed il punto se la prende. Con una gara da recuperare il Man City può tornare potenzialmente a due sole lunghezze dai Gunners ma oggi, a tre dalla fine, tornano assoluti padroni del loro destino. Che fa notizia, a dispetto dello scontro diretto perso all’Etihad che solo due settimane fa sembrava ancora una volta fatale. Tra l’altro sono ore spasmodiche per i Gunners, che stasera potrebbero centrare la seconda finale di Champions League della loro storia: c’è l’Atletico all’Emirates, fermento e trepidazione, life is now.


