LATINA – Dalle prime ore di oggi gli agenti di polizia della squadra Mobile della questura di Latina hanno eseguito 16 misure cautelari emesse dal gip del tribunale del capoluogo pontino, su richiesta della locale procura per estorsione, detenzione e porto illegale di armi (anche clandestine), di munizioni ed ordigni esplosivi, ricettazione, evasione, danneggiamento seguito da incendio, spaccio e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, crack e hashish.
I provvedimenti sono giunti a conclusione di indagini che hanno riguardato, tra gli altri, pregiudicati attivi nel capoluogo laziale e sono stati eseguiti con il supporto delle squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei reparti prevenzione crimine di Lazio, Umbria e Marche, di Abruzzo e Campania, nonché delle unità cinofile antidroga e antiesplosivo provenienti da Varese “Malpensa”, Napoli e Napoli “Capodichino”, Nettuno, Ancona e Pescara, oltre che del reparto volo di Pratica di Mare.

L’indagine ha fatto emergere come gli arrestati, il cui principale interesse era il traffico di sostanze stupefacenti, risultassero sin da subito in grado di affermarsi nel capoluogo anche attraverso l’utilizzo di armi da fuoco, da impiegare per risolvere qualsiasi tipo di contrasto e/o per dimostrare la loro forza intimidatoria. Il possesso di armi anche alterate, nonché di materiale esplodente, è stato riscontrato nel corso dell’attività d’indagine, grazie alla quale è stato sequestrato un vero e proprio arsenale di armi ed esplosivi trasportati, nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio scorso, in un appartamento a San Felice Circeo.

La disponibilità dell’arsenale fa desumere che fossero pronti ad una “guerra criminale”, già in atto nel capoluogo pontino; a tal proposito, nelle intercettazioni è emersa la pianificazione di un attentato, che gli interlocutori definiscono “atto di cronaca”, chiaramente riferibile alle bombe ed agli atti dimostrativi pregressi che hanno recentemente riempito le cronache locali, strategia questa che serviva per “rimettere tutti al loro posto”.
Nel corso delle attività investigative sono stati arrestati in flagranza di reato 8 indagati (oltre all’arresto di un condannato in via definitiva che si era reso irreperibile) e sequestrati ingenti quantitativi di armi (15 pistole e 3 fucili, oltre a caricatori vuoti e un silenziatore), munizioni (oltre 650 munizioni), 4 ordigni esplosivi (con oltre 2 kg e mezzo di polvere pirotecnica e 2 etti e mezzo di tritolo) ed oltre 6 kg di sostanze stupefacenti (tra cocaina in polvere, crack e hashish).

