(Adnkronos) –
“Dalla nostra ricerca emerge chiaramente come l’impatto della burocrazia sulle imprese si traduca in una pesantezza eccessiva nelle richieste documentali. Per fare un esempio concreto: uno stesso documento viene richiesto con modalità differenti a seconda dell’autorità che lo esige, nonostante il contenuto sia il medesimo. Già uniformare e standardizzare i formati rappresenterebbe un passo avanti fondamentale”. Lo ha detto Gaetano Scognamiglio, Fondatore e Presidente Promo Pa, intervenendo al convegno “Trasparenza, innovazione e sviluppo: trent’anni di storia del Registro delle Imprese”. L’appuntamento, promosso da Camera di Commercio di Padova, Unioncamere e InfoCamere, è stato occasione per celebrare i 30 anni dall’entrata in funzione del Registro delle Imprese che ha rappresentato e rappresenta un’innovazione significativa nel processo di digitalizzazione e semplificazione amministrativa a supporto delle imprese e della trasparenza del sistema economico.
Un altro punto preso in analisi dalla ricerca “riguarda il principio del ‘Once Only’ – illustra Scognamiglio – i dati sono già presenti negli archivi della Pubblica Amministrazione e, di conseguenza, non dovrebbero più essere richiesti alle imprese per la partecipazione a gare, la richiesta di autorizzazioni o l’accesso ai finanziamenti”. Dunque quale potrebbe essere la soluzione? “Una piattaforma unica – che peraltro già esiste – in grado di ricevere i dati in possesso di tutte le amministrazioni. In questo modo – prosegue – quando l’impresa deve presentare una pratica, verifica su tale piattaforma l’esistenza del documento e la sua compatibilità con i requisiti del bando o del finanziamento d’interesse. L’Amministrazione, a quel punto, non dovrebbe fare altro che conservare e aggiornare costantemente il dato. Raggiungere questo obiettivo sarebbe già un risultato straordinario”, conclude.

