(Adnkronos) – Si è tenuta oggi al Senato la presentazione del Report Benèpsys 2026 ‘Benessere psicologico e tenuta degli ecosistemi sociali’. “Un lavoro che, come Osservatorio Benessere Psicologico e Salute, abbiamo costruito non solo per descrivere un fenomeno, ma per provare a leggerne il significato profondo e le implicazioni per il futuro del Paese”, si legge nella nota. Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, esperti e decisori pubblici, è emersa con chiarezza una prospettiva che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma: il benessere psicologico non può più essere considerato una dimensione individuale o un tema settoriale. “È, piuttosto, una infrastruttura immateriale che sostiene il funzionamento della società, dell’economia e delle relazioni. Elemento vitale è la capacità delle persone di regolare lo stress, costruire relazioni e mantenere continuità e orientamento nelle proprie scelte. Non rappresenta un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per la produttività, la coesione sociale e la tenuta complessiva dei sistemi”. Lo sottolinea la nota degli organizzatori.
“Un disagio diffuso che interpella il sistema. Uno dei passaggi più forti emersi oggi riguarda i dati. Non si tratta più di segnali isolati, ma di un quadro strutturale. In Italia, quasi una persona su due dichiara qualche forma di disagio psicologico, mentre a livello internazionale il 45% della popolazione considera la salute mentale il principale problema sanitario. Allo stesso tempo, tra i giovani europei si osserva una condizione di vulnerabilità significativa, con circa un ragazzo su sette che vive una difficoltà psicologica – proseguono gli esperti – Questi numeri non descrivono soltanto una condizione sanitaria, ma indicano un elemento critico per il funzionamento della società: quando il benessere psicologico si indebolisce, si riducono anche fiducia, partecipazione, qualità delle relazioni e capacità di cooperazione”.
“Il Report introduce anche una dinamica definita ‘irritazione passiva’, particolarmente evidente nel contesto italiano: una condizione in cui crescono insoddisfazione, percezione delle criticità e desiderio di cambiamento, senza però che queste tensioni riescano a tradursi in iniziativa collettiva stabile e trasformativa. Un fenomeno che rischia di indebolire ulteriormente fiducia sociale, partecipazione e capacità di cooperazione. È in questo senso che il Report propone di leggere il disagio non solo come aumento dei disturbi, ma come difficoltà diffusa di tenuta psicologica nelle condizioni ordinarie della vita quotidiana”, concludono.

