Il PSG nella storia. Come Liverpool, Bayern, Ajax, Inter e Nottingham Forest, ma all’epoca si chiama solo Coppa dei Campioni. Da quand’è scoppiata la Champions, solo una realtà era riuscita a vincere più Champions di fila: quella massima, il Real Madrid.
Ed invece il PSG è campione d’Europa per la seconda volta di fila. Vince pure a Budapest, dove raddoppia Monaco di Baviera, battendo ai rigori l’Arsenal per cui diventa fatale la lotteria dei rigori. Gioca il PSG, l’Arsenal fa muro e riparte; Havertz illude, Dembelé riprende. Supplementari estenuanti, dove non cambia la trama, sempre la stessa: più carte Gunners, ma sempre e solo PSG.
Ma alla fine le divinità lassù preparano la trama più bella, che premia chi merita e affonda chi meno. Sbaglia chi durante la stagione ha osato schernire, giocando oltre i limiti, valsi comunque la Premier. Ma la Champions è storia: Eze al lato e Gabriel alle stelle, la casella europea dei Gunners resta deserta. Per loro resta una stagione da incorniciare, domani sarà comunque Parade, ma senza girarci intorno con quel grosso amaro in bocca di quel che poteva addirittura esser ed invece non è stato.
Dall’altra parte festa grande a Parigi. Festa grande pure a Budapest, quella transalpina. Un cocktail perfetto. Il PSG ha iniziato a vincere quando è diventato squadra, Mbappé in tv può accompagnare ed ammirare solo. Grandi meriti a Luis. Si chiude la stagione per club 2025/26, adesso finalmente Mondiali.


