BOLOGNA – Nuova settimana agli albori dell’estate, nuova settimana di calciomercato. Laddove, in queste prime fasi embrionali, i club definiscono le cariche più importanti: dirigenti ma soprattutto allenatori. Prosegue la composizione finale del puzzle delle panchine in massima serie, geografia dei tecnici che cambia per effetto domino giorno dopo giorno. Se verte massima attenzione sulle grandi, col Milan ultima delle quali che ancora deve definire il suo futuro dopo il terremoto di lunedì scorso (e l’impressione è che non sia una cosa imminente e che se ne avrà per un pochino), anche a metà classifica i giochi iniziano a definirsi. Si sono lasciati benissimo Vincenzo Italiano col suo Bologna, col tecnico che però sperava a quel punto d’andar a Napoli ma gli azzurri, dopo giornate di riflessioni, hanno scelto tutt’altro versante eleggendo Max Allegri. Italiano resta a piedi, in questo momento esattamente come Palladino, per cui non s’è realizzato alcun ritorno a Firenze visto che Paratici, post Vanoli, ha scelto grosso. Nemmeno Bologna, per Palladino: i felsinei nel weekend hanno definito tutto con Domenico Tedesco, 40 anni, finalmente in Italia dopo aver girato il mondo tra Belgio, Fenerbahce, Spartak e Schalke. Idee, firmerà un biennale. Lui la scelta sempre originale del Bologna di Sartori e Di Vaio: sarà anche questa lungimirante? Dall’altra parte della via Emilia invece nessuna sorpresa, sorrisoni e continuità: resta Cuesta, almeno un altro anno.


