TORINO – L’alba del giorno dopo ha fatto discutere, eccome. Ed ha creato forse qualche scetticismo e malumore, in casa Spalletti. La delusione a Certaldo è grossa: soprattutto senza risorse Champions, il tecnico bianconero ambiva a continuar a lavorar con Vlahovic, punto fermo della sua Juventus, nelle proprie idee tecniche e tattiche.
Così non è stato, così non sarà. Dusan Vlahovic ha fatto una scelta economica: troppo a ribasso l’offerta bianconera, non sono bastati sei milioni a stagione sul piatto, ambisce a continuar a guadagnare cifre da capogiro a questo punto per il nostro calcio, come per stessa ammissione di direttor Chiellini “con grande dispiacere potrà andar a giocar soltanto all’estero, con quelle richieste”.
Ma adesso, Chiellini e tutta la dirigenza bianconera, perso il centravanti che Spalletti riteneva come il più forte in rosa, serve ricostruirgli l’attacco dell’immediato futuro. L’idea alla base, da capire se Spalletti apprezzerà o meno (voci di corridoio lo descrivono nelle ultime ore particolarmente deluso), è quella di consegnargli Sorloth e Kolo Muani. L’ariete norvegese al posto di Vlahovic. Per l’Atletico è sacrificabile, ma a 30 anni costa ancora più di 20 milioni. La Juve li metterà sul piatto? Con ogni probabilità, visto che siamo soltanto ad inizio giugno, guarderà anche altrove. Mateta mette d’accordo di più e tutti quanti.
Poi c’è Kolo Muani. Più mezza punta, ma qualcuno che può giocar su tutto il fronte d’attacco, anche chiaramente centravanti. Due pedine al posto di una: così la Juve cerca di riconquistare la fiducia di Spalletti. Kolo non sarà riscattato dal Tottenham, stagione negativa, malgrado la fiducia di De Zerbi. Rientrerà soltanto di passaggio a Parigi, ma ha già le valigie pronte. Stavolta costa di meno, i transalpini faranno meno bizze. L’impressione è che si possa riprendere come un anno e mezzo fa: in prestito con diritto di riscatto. E pure a cifre piuttosto contenute.

