Perugia – La Finanza smantella traffico internazionale di cocaina: sei arrestati tra cui due madri con figli piccoli
Cronaca
4 Giugno 2026
Perugia – La Finanza smantella traffico internazionale di cocaina: sei arrestati tra cui due madri con figli piccoli

PERUGIA – Smantellato dalla Finanza a Perugia un traffico internazionale di cocaina.

I militari del comando provinciale di Perugia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip, giudice per le indagini preliminari, presso il Tribunale nei confronti di sei persone indiziate di far parte di un’associazione dedita al traffico di cocaina.

Come specificato dal Procuratore Iannarone le indagini, dirette dalla Procura di Perugia, si inseriscono nell’ambito di una pregressa attività investigativa che nel gennaio 2025 aveva consentito il sequestro di 65 chili di cocaina a Foligno, portando poi a disarticolare un’associazione criminale composta da sette albanesi e un italiano.

Nel contesto odierno, invece, i militari della Sezione G.O.A. del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno dato esecuzione a ulteriori sei misure cautelari, di cui quattro in carcere e due ai domiciliari, quest’ultime nei confronti di madri di prole avente eta inferiore ai dieci anni.

Gli indagati sono tutti cittadini di origine albanese, quattro residenti in provincia di Perugia e due in quella di Firenze. Nella nota della Procura viene sottolineato che le indagini sono state condotte mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che con l’utulizzo di sistemi di localizzazione satellitare che, unitamente ai più tradizionali servizi di appostamento, osservazione e pedinamento, hanno permesso di delineare gravi indizi sull’operatività nell’area perugina di un sodalizio criminale dedito al traffico, anche internazionale, di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente di tipo cocaina. L’associazione è risultata avere base operativa a Foligno, ramificazioni in diverse regioni d’Italia e contatti con alti soggetti sia di nazionalità albanese che italiana, stanziati a Perugia. oltreché nelle province di Roma, Bari e Napoli, dove sono stati riscontrati rapporti con clan di spicco della Camorra.

La Procura spiega anche che il promotore dell’associazione organizzava per conto dei vertici del sodalizio, di stanza a Dubai e in Albania, il trasporto di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente che demoltiplicava a più cellule attive su gran parte del territorio nazionale. I soggetti ritenuti comporre l’organizzazione, al fine di rendere difficoltoso l’accertamento degli illeciti perpetrati, intrattenevano contatti esclusivamente per il tramite di cosiddetti “criptofonini”, dispositivi telefonici non intercettabili, i cui dati transitano su server allocati all’estero e sono controllabili da remoto, in particolare con la possibilità di resettare il dispositive in caso di tentativo di accesso da parte di soggetti non previamente abilitati.

Proprio la sistematica e scrupolosa adozione delle sofisticate cautele comunicative, volte a impedire ogni possibili attività intercettiva da parte delle Forze di polizia, ha reso ancora più difficoltose le investigazioni. Il principale indagato in occasione dei viaggi finalizzati al trasporto di ingenti partite di cocaina era spesso accompagnato dal coniuge e dal figlio minore. Durante le delicate operazioni di carico e scarico dello stupefacente, che tendenzialmente avvenivano, in pieno giorno, all’interno delle aree di parcheggio di affollati centri commerciali, questi ordinava alla moglie di dedicarsi alle cure del minore cosi da dare l’impressione di una normale famiglia intenta a fare la spesa. Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti e documentati circa quaranta episodi connessi alla movimentazione di sostanza stupefacente, per un quantitative non inferiore a 200 chili di cocaina. In flagranza di reato è stata arrestata una persona perché trovata in possesso di quasi 25 chili della medesima sostanza, in parte abilmente occultati all’interno di un doppio fondo appositamente realizzato sotto il pianale posteriore dell’autovettura e accessibile previa digitazione di una combinazione predefinita di tasti, quest’ultimi collocati sia sul cruscotto che sotto il sedile del guidatore dell’auto.Nello specifico contesto sono stati rinvenuti anche 55 mila euro contanti, una pistola risultata rubata al congiunto di un appartenente alla Forze dell’ordine e nove telefoni cellulari, di cui due criptati. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari sopra indicate ritenendo il compendio indiziario idoneo a sostenere tanto la contestazione associativa quanto i plurimi episodi di trasporto e consegna di ingenti quantitativi di cocaina quantitativamente determinati dagli stessi indagati nelle loro conversazioni.