Santa Marinella, quattro giorni al ballottaggio: Gasparri solo contro tutti, Manuelli raccoglie i cocci del tideismo
Politica
4 Giugno 2026
Santa Marinella, quattro giorni al ballottaggio: Gasparri solo contro tutti, Manuelli raccoglie i cocci del tideismo

Domenica 7 e lunedì 8 giugno si decide il futuro della Perla del Tirreno. Il candidato di centrodestra parte avanti nei numeri ma combatte in solitudine. Dall’altra parte si ricompatta il sistema di potere degli ultimi dieci anni, con Tidei in campo aperto — nonostante il clamoroso comunicato e la retromarcia sui social — e la Lista Tidei che ha scelto Manuelli

SANTA MARINELLA – Mancano quattro giorni. Domenica 7 e lunedì 8 giugno i cittadini di Santa Marinella torneranno alle urne per scegliere il loro sindaco.

Da una parte Damiano Gasparri, medico di famiglia in pensione, candidato del centrodestra, che al primo turno del 25 maggio ha ottenuto il 32,58% dei voti3.009 preferenze — chiudendo in testa tra sei candidati. Dall’altra Alessio Manuelli, anche lui medico in carriera, sostenuto da quattro liste civiche e dal Movimento 5 Stelle, che con il 27,77%2.565 voti — ha sorpreso tutti superando di misura Emanuele Minghella, il candidato del centrosinistra strutturato rimasto fuori al 25,52%.

I numeri del primo turno assegnano un vantaggio a Gasparri. Ma i numeri, da soli, non raccontano tutto. Quello che i numeri non dicono è in che condizioni i due candidati arrivano a questo ballottaggio.

Il sistema si ricompatta attorno a Manuelli

La settimana che ha separato il primo dal secondo turno ha chiarito una cosa con brutale evidenza: attorno a Manuelli si sta ricomponendo, pezzo per pezzo, il sistema di potere che ha governato Santa Marinella per quasi un decennio sotto Pietro Tidei.

Il segnale più clamoroso è arrivato mercoledì 3 giugno: un comunicato stampa firmato dall’ex sindaco, spedito alle redazioni alle 12:16, in cui Tidei invitava esplicitamente a votare Manuelli, descrivendo il centrodestra come “vorace e pericoloso” e concludendo con un appello alla mobilitazione. Il testo, pubblicato anche sui social, ha generato un putiferio. Tidei ha poi cancellato il post — ma le mail alle redazioni erano già arrivate — e ha tentato una tardiva errata corrige che ha amplificato più che smorzare la polemica.

La mossa era, forse, più rivelatrice di quanto lo stesso Tidei intendesse. Perché ha detto ad alta voce quello che molti sapevano già sottovoce: Manuelli e Tidei non sono avversari. Sono stati alleati per anni, e la rottura degli ultimi tre mesi è più una sceneggiatura elettorale che una discontinuità reale.

La conferma è arrivata quasi immediatamente: la Lista Tidei — quella che al primo turno aveva sostenuto Minghella — ha deciso di appoggiare Manuelli al ballottaggio. Insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra, che aggiunge un altro tassello alla coalizione che si va formando attorno al candidato civico.

Minghella si chiama fuori, ma il suo elettorato fa la differenza

L’unica voce fuori dal coro, in questo riposizionamento generale, è quella di Emanuele Minghella. L’ex candidato del centrosinistra strutturato — il più danneggiato dalla mossa di Tidei che aveva aperto le porte a Manuelli come “piano B” — ha scelto di non dare indicazioni di voto ai suoi elettori. Un silenzio che suona come una presa di distanza, o forse come il segno di una ferita politica ancora fresca.

I 2.357 voti di Minghella — il 25,52% del primo turno — sono la vera incognita di questo ballottaggio. Se anche solo la metà confluisce su Manuelli, i giochi si riaprono completamente. Se invece una parte significativa sceglie Gasparri, magari in chiave anti-tideiana, il medico di centrodestra potrebbe consolidare il vantaggio.

Gasparri: avanti nei voti, solo nella battaglia

Damiano Gasparri parte con quasi cinque punti percentuali di vantaggio. Ma si trova a combattere in condizioni di oggettiva solitudine politica, in uno scenario che avrebbe dovuto essere il suo campo amico.

Forza Italia, con il coordinatore locale D’Ottavio — figura storicamente vicina a Pietro Tidei — ha rappresentato un problema più che una risorsa per la coalizione di centrodestra. Mariarosaria Rossi, candidata sostenuta anche da Forza Italia, ha raccolto un modesto 5,27% — 487 voti — che non è confluito automaticamente su Gasparri. Le voci su un atteggiamento tutt’altro che collaborativo di questa componente verso il candidato principale della coalizione non accennano a diminuire.

Il risultato è che Gasparri, pur essendo il candidato più votato al primo turno, si trova a fare il ballottaggio in condizioni di svantaggio strutturale: contro di lui non c’è solo Manuelli, ma un sistema rodato, ben organizzato, con radici profonde nel territorio, che sa come si vince e che non ha nessuna intenzione di lasciare il campo.

La posta in gioco: dieci anni sono tanti

Al di là delle tattiche e delle alleanze dell’ultima ora, il ballottaggio di Santa Marinella pone una domanda semplice e fondamentale: questa città vuole davvero voltare pagina?

Dopo quasi un decennio di gestione tideiana — conclusa non per libera scelta ma attraverso una sfiducia e un commissariamento — Santa Marinella si trova di fronte a uno spartiacque. Da un lato un candidato che rappresenta una rottura netta con il passato recente, con tutte le incertezze che questo comporta. Dall’altro un candidato che, pur presentandosi come civico e indipendente, ha raccolto attorno a sé le stesse reti, le stesse facce, gli stessi sostegni di chi ha governato la città negli ultimi anni.

I santamarinellesi lo sanno. E domenica e lunedì diranno la loro.