Un secondo mandato destinato a durare evidentemente un ventennio. In realtà, l’ottavo. Un’egemonia, destinata a perdurare nella storia, come presidente più longevo della storia del Real. Che se l’è pregustato nel 2000 e fino al 2006, prima di riprenderselo definitivamente in quel 2009 in cui, succedendo a Calderon, riaprì uno dei cicli più forti di tutti i tempi. Ricostruendo con Mou, vincendo con Ancelotti, proseguendo con Zidane.
Ma evidentemente Florentino Perez ancora non s’è stufato di vincere. D’ambire. Ma soprattutto di regnare. Dopo due anni complicatissimi, il nuovo Real Madrid riparte dal suo eterno filo conduttore, il proprio presidentissimo. Che domenica sera s’è matematicamente aggiudicato le elezioni presidenziali, ancora una volta. Spoglio ufficiale di lunedì, 65% e maggioranza assoluta in cassaforte: via all’ottavo mandato della propria storia, pensate, in questo caso fino al 2030. Una vittoria schiacciante. Stavolta ottenuta battendo il giovane Riquelme, che senza successo aveva promesso Raul e Klopp, ma s’è dovuto arrendere ad una storia troppo più grande e di cui evidentemente il Madridismo non s’è ancora stufato.
Non è ancora tempo d’abdicare, Florentino. Anzi, è tempo di rilanciare. Lo spoglio ha fatto il suo corso, un 67% schiacciante, con cui a quasi 80 anni mantiene saldissimi scettro e trimone dei Blancos. E come nel 2000 la promessa fu Figo, anche stavolta la promessa è portoghese. Una promessa.. Speciale. Già, nei prossimi giorni se non nelle prossime ore sarà ufficialmente riassunto José Mourinho, che dopo anni complicati torna nell’Olimpo, alla guida del club più importante al mondo.
Per ricostruire. Come in quel lontano 2010. Fu José che tracciò prima di tutti la strada che prima Ancelotti quindi Zidane evolsero, alla potenza. Dopo due anni senza vincer nulla, impensabili se ti chiami Madrid, la voglia di rivincita e la fame di sentirsi ancora vivi di una vecchia volpe come José per tornare grandi. Insieme. Florentino ha vinto e manterrà la promessa: Real a Mourinho.
E attenzione. Perché due colpi per rinsaldar quasi definitivamente la difesa e restituir muscoli e fisicità al calcio che piace tanto a José sono già in cassaforte: Dumfries e Konaté tutto fatto, devono soltanto esser annunciati. Quindi può decollare l’estate galattica: promesso un colpo da 150 milioni di euro. Tutti pensano sia Olisé, effettivamente studiando in profondità il nome corrisponde. Sarebbe perfetto per completare un tridente da sogno con Mbappé e Vinicius, dall’altra parte. Anche perché il francese è forse la seconda ala destra più brillante al mondo: serve eccome, il contro Yamal. Mediatico, potente, ma soprattutto indissolubile: Florentino non s’è ancora stancato di vincere, evidentemente. Ma ora tocca alla sua creatura, tocca al suo Real.

