CASSINO – Paura ieri nel carcere di Cassino quando un detenuto ristretto in regime di isolamento ha dato fuoco alla cella e poi si e’ scagliato contro gli agenti della polizia penitenziaria in servizio. A denunciare l’accaduto in una nota e’ il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). Secondo quanto riferisce il sindacato, in una nota, nella tarda mattinata di ieri, il detenuto ha dato fuoco a uno sgabello, il fumo si e’ propagato rapidamente nel primo piano del reparto isolamento e quindi i poliziotti hanno avviato le procedure di emergenza e hanno messo in sicurezza gli altri carcerati, spostandoli nelle aree di passaggio.
Durante queste operazioni, il detenuto che poco prima aveva acceso le fiamme ha aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. E all’arrivo di un altro agente piu’ esperto, intervenuto in soccorso, il detenuto ha afferrato la gamba di un tavolo e si e’ scagliato contro il poliziotto, colpendolo alla schiena e alle gambe. Il provvidenziale intervento di un altro carcerato, pero’, ha calmato l’uomo in escandescenza.
I due poliziotti – spiegano ancora dal Sappe – sono stati immediatamente soccorsi, visitati presso l’infermeria dell’istituto e successivamente trasferiti al pronto soccorso, dove sono stati giudicati guaribili in cinque e sette giorni. “Esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarieta’ ai colleghi feriti – dichiarano Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Maurizio Somma, segretario regionale del Sappe per il Lazio -. Quanto accaduto a Cassino e’ di una gravita’ inaudita e rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il personale di Polizia Penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili, esponendosi a rischi altissimi per garantire la sicurezza degli istituti e della collettivita’”.

