MILANO – Sviluppi dopo sviluppi nel mercato allenatori che in questi giorni d’albori estivi sta dominando le pagine di calciomercato italiano. Perché se le grandi trattative per calciatori devono ancora entrar nel vivo, molto dipende dal fatto che ad ogni latitudine della geografia di Serie A diverse realtà stanno ancora delineando organigrammi e allenatori. E c’è ancora chi clamorosamente brancola nel buio sotto ogni carica, si guardi a Casa Milan.
Se ieri descrivevamo come il Sassuolo avesse realizzato quel fatidico controsorpasso sul Torino ed avesse definitivamente convinto Alberto Aquilani che dopo la miracolosa promozione sfiorata a Catanzaro fosse quella neroverde la piazza giusta per lanciare in massima serie la sua carriera (piazza che non valorizza soltanto giovani talenti ma pure giovani allenatori, altro aspetto che ha pesato tantissimo nella scelta finale), il Torino doveva eleggere un’alternativa.
Alternative vagliate eccome. Ma alla fine, tra Abate e Gilardino che fino a ieri all’ora di pranzo erano i due nomi in pole, il DS Petrachi è venuto a capo e compiuto la sua scelta. Come da premesse, pescano ancora dalla cadetteria: se non è stata prima scelta Aquilani, si vira sull’altro profilo che ha portato una piccola realtà a giocarsi i playoff, l’ex terzino del Milan Ignazio Abate. Tanto bene ha fatto a Castellammare: siglerà un contratto di due anni, un’opportunità che non poteva rifiutare. Anche perché conosce bene la piazza granata, assaporata da calciatore. Un lavoro non semplice, tra contestazione della Curva ed aria di smobilitazioni di tanti leader come Lazaro e Maripan pronti a lasciare l’Olimpico.
Non ci sarà invece alcun ribaltone a Monza. Alla fine, resterà Paolo Bianco. Resta il tecnico della Promozione, seppur più sofferta del previsto. La dirigenza non era totalmente convinta, s’è interrogata a fondo, ma alla fine ha deciso di riporre ulteriore fiducia all’ex allenatore del Frosinone. Anche perché lascia DS Burdisso, che per ambizioni d’A forse per i brianzoli nutriva altre idee.

