TARQUINIA – Non si placa il confronto politico sulla transazione sottoscritta tra il Comune di Tarquinia e Talete. Dopo il video diffuso dal sindaco Francesco Sposetti, i consiglieri di minoranza Piero Rosati, Martina Tosoni, Luigi Serafini, Betsi Zacchei e Federica Guiducci ribadiscono la volontà di presentare un esposto alla Corte dei Conti, chiedendo una verifica sull’operazione.
“Abbiamo ascoltato le rassicurazioni del sindaco e prendiamo atto del richiamo ai pareri degli uffici comunali e del Collegio dei Revisori – dichiarano gli esponenti dell’opposizione -. Tuttavia, quando si amministrano risorse pubbliche, non bastano le dichiarazioni politiche: sono gli atti a dover parlare e, quando emergono dubbi, spetta agli organi di controllo effettuare le necessarie verifiche”.
Secondo i consiglieri, il ricorso alla magistratura contabile rappresenta l’esercizio del ruolo di controllo affidato all’opposizione. “Non mettiamo in discussione il lavoro degli uffici né quello dei revisori – spiegano -. Il nostro compito è verificare che il patrimonio pubblico venga gestito nel rispetto dei principi di economicità, buon andamento e tutela dell’interesse collettivo”.
Nel mirino della minoranza resta la gestione del credito vantato dal Comune nei confronti di Talete. Gli esponenti dell’opposizione contestano l’affermazione del sindaco secondo cui il credito non sarebbe stato certo, liquido ed esigibile, sostenendo invece che la documentazione disponibile dimostrerebbe l’esistenza di un credito già contabilizzato dall’ente e oggetto di un’azione giudiziaria.
Tra gli aspetti ritenuti meritevoli di approfondimento vengono indicate anche le condizioni economiche della transazione. In particolare, i consiglieri chiedono chiarimenti sulla scelta di prevedere il pagamento delle somme dovute da Talete attraverso una rateizzazione dal 2026 al 2041, senza interessi, mentre il credito della società sarebbe stato compensato immediatamente.
L’opposizione solleva inoltre interrogativi sul tema della trasparenza amministrativa, evidenziando che il testo integrale dell’accordo transattivo, richiamato come allegato alla delibera di approvazione, non sarebbe stato inizialmente pubblicato. Un ulteriore elemento di perplessità riguarda la presenza, nell’accordo, di una clausola relativa alla non divulgazione del contenuto dell’intesa.
I consiglieri contestano anche alcuni criteri utilizzati per determinare il piano economico dell’accordo, tra cui il collegamento tra le rate riconosciute a Talete e la spesa sostenuta annualmente dal Comune per i consumi idrici, ritenendo che su questi aspetti non siano state fornite spiegazioni sufficientemente dettagliate.
“Non chiediamo ai cittadini di fidarsi della nostra interpretazione né di diffidare di quella del sindaco – concludono -. Chiediamo semplicemente che sia la Corte dei Conti a verificare se la transazione rispetti i principi di buona amministrazione, economicità e tutela dell’interesse pubblico. Se l’accordo rappresenta davvero la soluzione migliore per il Comune, come sostiene il sindaco, la verifica non potrà che confermarlo”.

