Santanchè, bancarotta e truffa allo Stato: ex ministra rischia nuovo processo a Milano
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15 Luglio 2026
Santanchè, bancarotta e truffa allo Stato: ex ministra rischia nuovo processo a Milano

(Adnkronos) – Nuova chiususa indagine per l’ex ministra Daniela Santanchè. La Procura di Milano contesta alla parlamentare di Fratelli d’Italia e ad altre 15 persone, tra cui la sorella Fiorella Garnero e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, e a una società varie ipotesi di reato che vanno dalla bancarotta, al falso in bilancio e alla truffa aggravata ai danni dello Stato per i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.

In particolare nell’avviso di conclusione delle indagini – firmato dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà – si sottolinea come alcuni degli indagati – in passato Santanché ha amministrato alcune delle società oggetto dell’inchiesta – avrebbero beneficiato, in più anni, di dividenti che non dovevano essere distribuiti, così come di compensi agli amministratori visti i conti non in ordine.

Un’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato pari a 3,3 milioni di euro è una delle contestazioni contenuta nell’avviso di chiusura indagini. In particolare, nel capitolo che riguarda la srl Ki group di cui Santanchè è stata amministratrice in passato, si evidenzia come “con artifizi e raggiri” consistiti nel richiedere ad Invitalia, nell’ambito delle misure di sostegno alle imprese previste nel periodo del Covid, abbia ottenuto un prestito per l’importo di 2,7 milioni, nonché di beneficiare di un credito d’imposta di 600.000 euro, a fronte di un aumento di capitale di 2 milioni di euro.

Per i pm di Milano Luigi Luzi e Guido Schininà, alcuni degli indagati – “aggirando il criterio stabilito da Invitalia” – non hanno rispettato i criteri relativi alle risorse da utilizzare per l’aumento di capitale, né la “regolarità contributiva e fiscale” e così hanno indotto “in errore Invitalia Spa in ordine al rispetto dei criteri previsti per il rilascio e per la permanenza dei presupposti del finanziamento e del credito d’imposta, si procuravano un ingiusto profitto”, pari alla somma tra l’importo erogato e il credito d’imposta, cioè 3,3 milioni di euro, “con pari danno per lo Stato”. Un reato che sarebbe stato commesso a Milano il 18 marzo 2021 (data dell’incasso del finanziamento).

Santanché: pm Milano, ‘per indagati dividendi per 4 mln con società in crisi’

L’ex ministra del Turismo Daniela Santanché è accusata di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato rispetto al dissesto finanziario relativo alle società Ki group holding, Ki group srl e Bioera di cui è stata in passato amministratrice. In particolare nell’avviso di chiusura indagine, ultimo passo prima dell’eventuale richiesta di processo, i pm Luigi Luci e Giuido Schininà le contestano “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”. La parlamentare di FdI e gli altri ex amministratori della Holding “cagionavano con dolo o per effetto di operazioni dolose il fallimento della società” ad esempio “non svalutando tempestivamente il valore di alcune partecipazioni” o tramite il “sistematico inadempimento a partire dal 2012 delle obbligazioni erariali e previdenziali” per un importo di quasi 3,4 milioni di euro.

Tra le “condotte dissipative e comunque distrattive” contestate anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto. Inoltre, mentre Ki Group Holding era in affanno, gli ex amministratori si sarebbero ripartiti “utili non effettivamente conseguiti mediante la distribuzione” di dividendi, come gli oltre 4,1 milioni di euro nel 2015 a fronte di risultati negativi”. Sul fronte della Srl, invece, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019, redigendo bilanci, relativi agli esercizi 2019 e 2020, non conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione ed in particolare non rappresentativi in modo veritiero e corretto della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico della società, non conformi ai principi di competenza e prudenza”.

Per i pm, non solo gli amministratori intascavano compensi con una situazione di dissesto, ma “distraevano, occultavano e dissipavano in parte il patrimonio della società” ponendo in essere piùoperazioni “con finalità estranee all’oggetto sociale”. Ed è sempre attraverso la Ki group srl che gli indagati – 16 persone fisiche in tutto – avrebbero realizzato una truffa aggravata per 3,3 milioni ai danni dello Stato (Invitalia) beneficiando di norme a favore delle imprese durante il periodo del Covid. Anche per la società Bioera, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019 redigendo bilanci, relativi agli esercizi dal 2019 al 2021, non conformi alle norme”. Con le aggravanti, per tutti, “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”.

Tg News – 15/7/2026
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