VITERBO – L’estate torna a mostrare il suo volto più estremo. Per la giornata di oggi venerdì 17 luglio il Ministero della Salute ha assegnato a Viterbo il bollino rosso, il massimo livello di allerta per le ondate di calore, a causa delle temperature eccezionalmente elevate previste sul territorio.
Secondo le previsioni, il termometro nel capoluogo della Tuscia potrebbe raggiungere i 39 gradi nelle ore centrali della giornata, mentre già nelle prime ore del mattino sono attesi valori intorno ai 25 gradi, segno di notti particolarmente afose che non consentono un adeguato raffrescamento.
L’allerta riguarda l’intero Lazio. Oltre a Viterbo, il livello massimo è stato infatti disposto anche per Roma, Frosinone, Latina e Rieti, mentre complessivamente sono quindici le città italiane inserite nel livello 3 di rischio insieme, tra le altre, a Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Genova, Palermo, Perugia, Pescara e Torino.
Le condizioni meteorologiche previste possono avere effetti sulla salute dell’intera popolazione, ma il rischio aumenta soprattutto per anziani, bambini, persone affette da patologie croniche e soggetti più fragili. Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione diretta al sole durante le ore più calde della giornata, mantenersi adeguatamente idratati e limitare le attività fisiche all’aperto. L’innalzamento delle temperature comporta inoltre un aumento del rischio di incendi, che resta elevato su gran parte del territorio.
Per far fronte all’emergenza caldo è operativo anche il servizio “Sos Caldo”, promosso dal Comune di Viterbo in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. L’iniziativa, attiva dalla fine di giugno, offre supporto telefonico e assistenza domiciliare alle persone anziane, sole o con particolari condizioni di fragilità. Il servizio è raggiungibile al numero 0761 270957.
Anche la Asl di Viterbo ha rafforzato le misure di assistenza previste dal piano nazionale contro le ondate di calore. Attraverso la piattaforma “Estate Sicura” viene mantenuto un costante coordinamento con i medici di medicina generale della provincia, mentre le Unità di Continuità Assistenziale (UCA) garantiscono interventi sanitari a domicilio grazie a équipe composte da medici e infermieri, a sostegno dell’attività dei medici di famiglia.

