VITERBO – «Ieri un omicidio, oggi agenti aggrediti a sediate e cacciati dal reparto. Il carcere di Viterbo è una polveriera fuori controllo». È il duro atto d’accusa lanciato dal Sindacato di Polizia Penitenziaria (Sippe), che torna a denunciare la situazione all’interno della casa circondariale di Mammagialla dopo i gravi episodi avvenuti nelle ultime 48 ore. Il riferimento è innanzitutto all’omicidio di un detenuto di 27 anni, ucciso nella giornata di mercoledì durante una rissa all’interno dell’istituto. Secondo il sindacato, a meno di ventiquattr’ore da quel fatto, un nuovo episodio di violenza avrebbe coinvolto direttamente il personale della polizia penitenziaria. A ricostruire quanto accaduto è il segretario generale del Sippe, Carmine Olanda. «Intorno alle 12.10 di oggi due agenti di polizia penitenziaria sarebbero stati brutalmente aggrediti da alcuni detenuti all’interno di un reparto detentivo. I poliziotti sarebbero stati colpiti con delle sedie e costretti ad abbandonare il reparto». I due agenti, sempre secondo il sindacato, avrebbero avuto bisogno delle cure del personale sanitario del 118 e sarebbero stati trasportati in ambulanza al pronto soccorso. Per il Sippe, gli ultimi episodi rappresentano il segnale di una situazione ormai fuori controllo. «Siamo di fronte a un totale collasso della sicurezza. Il personale è esausto, numericamente insufficiente e lasciato solo. Subire l’umiliazione di essere cacciati a sediate dai reparti è inaccettabile», afferma la segreteria generale del sindacato, che chiede un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Tra le richieste avanzate figurano l’invio di personale di supporto, il trasferimento dei detenuti ritenuti responsabili delle violenze e l’adozione di provvedimenti urgenti per ristabilire sicurezza e legalità all’interno della struttura.«Non c’è più tempo da perdere: lo Stato deve riprendere il controllo del carcere», conclude il Sippe.


