ROMA – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione – con il quale è stata disposta la confisca di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 2,3 milioni di euro, riconducibili, direttamente o indirettamente, ad un soggetto romano connotato da significativi indizi di“pericolosità sociale”.
Il provvedimento di confisca si fonda sugli strumenti previsti dal Codice antimafia e delle misure di prevenzione ed interviene al termine del contraddittorio con il proposto e con i terzi interessati a seguito del sequestro eseguito, nel marzo del 2025, dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma.
Le indagini svolte avevano infatti consentito di qualificare il destinatario della misura quale soggetto abitualmente dedito alla commissione di reati inerenti al traffico di sostanze stupefacenti, alla ricettazione,all’estorsione, alla detenzione e porto illegale di armi, dai quali avrebbe ottenuto disponibilità di denaro idonee a sostenere un tenore di vita non coerente con i redditi dichiarati.
Il compendio sottoposto a confisca comprende 2 immobili ubicati nel comune di Frascati (RM), 7 terreni siti in Roma e Frascati (RM), autoveicoli, il patrimonio aziendale di 2 imprese di costruzione, nonché rapporti finanziari.Il provvedimento ablatorio è il risultato del proficuo e costante impegno del Tribunale di Roma, della Procura della Repubblica di Roma e della Guardia di Finanza nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni acquisiti da soggetti che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose, a tutela della concorrenza e del mercato e delle imprese sane del territorio.
L’analisi integrata dei profili societari, finanziari e patrimoniali consente al Corpo di ricostruire l’origine e la reale disponibilità dei beni, individuando i titolari effettivi delle ricchezze detenute e i patrimoni acquisiti con le risorse di provenienza illecita, con l’obiettivo di restituirli alla collettività.


