Viterbo – Viale Trento, ipotesi trasferimento della fermata Cotral: il timore è quello di cedere terreno al degrado
Cronaca
21 Luglio 2026
Viterbo – Viale Trento, ipotesi trasferimento della fermata Cotral: il timore è quello di cedere terreno al degrado

VITERBO – Spostare la fermata dei bus Cotral da viale Trento all’inizio di via Garbini. È questa l’ipotesi che sarebbe stata avanzata dall’amministrazione comunale per cercare di alleggerire una delle aree più problematiche della città, da tempo segnata da episodi di degrado, bivacchi e microcriminalità.

La proposta, secondo quanto emerso in consiglio comunale, sarebbe già stata trasmessa agli uffici regionali competenti. L’obiettivo sarebbe quello di allontanare da viale Trento un punto di ritrovo che, per la presenza continua di viaggiatori in attesa degli autobus e per il viale alberato che offre riparo, finirebbe per favorire anche la permanenza di persone dedite ai bivacchi.

L’ipotesi, però, sta già facendo discutere. La fermata rappresenta infatti un nodo importante per chi arriva ogni giorno a Viterbo dai comuni del lago di Bracciano e dell’area sud della provincia ed è collocata a pochi passi dalla stazione ferroviaria, garantendo un collegamento rapido tra autobus e treni. Un eventuale trasferimento rischierebbe quindi di rendere meno agevole un servizio utilizzato quotidianamente da numerosi pendolari.

Dal dibattito politico è emerso anche un altro interrogativo: se la scelta fosse confermata, potrebbe essere letta come un arretramento delle istituzioni di fronte ai problemi di sicurezza. Anziché restituire vivibilità a viale Trento attraverso un rafforzamento dei controlli e interventi strutturali, si finirebbe per rimuovere uno dei servizi pubblici presenti nell’area, con il rischio di trasmettere il messaggio che sia la città a doversi adattare al degrado e non il contrario.

L’opposizione ha chiesto di chiarire se la richiesta di spostamento sia maturata nell’ambito delle valutazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica oppure se rappresenti un’iniziativa esclusiva dell’amministrazione comunale. La distinzione non è secondaria: nel primo caso il trasferimento sarebbe il possibile esito di un percorso condiviso dopo aver valutato tutte le alternative; nel secondo, secondo i consiglieri, si rischierebbe di penalizzare i cittadini privandoli di un servizio senza aver prima tentato ogni altra soluzione per recuperare l’area.

Resta inoltre il dubbio sull’efficacia della misura. Anche qualora la fermata venisse trasferita in una zona più aperta e maggiormente visibile, nulla impedirebbe alle persone che oggi frequentano viale Trento di raggiungere comunque l’area a piedi. Per questo motivo c’è chi ritiene che il problema non possa essere risolto semplicemente spostando il capolinea degli autobus.

Nel corso della stessa discussione è stato ricordato come le criticità non riguardino soltanto viale Trento. Segnalazioni di degrado, compreso il ritrovamento di siringhe e tracce ematiche, sarebbero state registrate anche nella vicina via della Palazzina, a conferma di una situazione che richiede, secondo molti, interventi più ampi e strutturali sul fronte della sicurezza urbana.