Una vita dedicata a difendere i collaboratori di giustizia, sul palco di Ombre si racconta Civita Di Russo
Cronaca, Cultura e Spettacoli
24 Luglio 2026
Una vita dedicata a difendere i collaboratori di giustizia, sul palco di Ombre si racconta Civita Di Russo

di Simona Tenentini

VITERBO – Una vita dedicata a difendere i collaboratori di giustizia ed una passione nata già dall’età di otto anni.

Sul palco di Ombre Festival, in corso a Viterbo, l’avvocato penalista Civita Di Russo, attualmente vice Capo di Gabinetto Vicario del Presidente della Regione Lazio, in un incontro intenso ed appassionato moderato da Federico Meschini, ha presentato Indomita, edito Castelvecchi, raccontando, tutto d’un fiato, la sua carriera di oltre trent’anni dedicata alla tutela di collaboratori e testimoni di giustizia, seguendo alcuni tra i più importanti processi contro la criminalità organizzata in Italia.

“La mia scelta di intraprendere la professione di avvocato, non avendo una tradizione familiare alle spalle, nasce quasi per caso, vedendo in tv una serie in cui c’era un legale che difendeva le persone più deboli riuscendo a farle assolvere.

Per me che ho sempre avuto un forte senso di giustizia, che tuttora mi contraddistingue, è stata una sorta di folgorazione: quella sarebbe la strada che anche io avrei intrapreso.

Non è stata di certo una scelta facile da portare avanti – prosegue – soprattutto per una diciannovenne che i familiari vedevano già “sistemata” come maestra. Fondamentale, in questa fase della mia vita, è stata mia nonna che, contro tutto e tutti, mi ha sempre spinta e motivata a portare avanti i miei obiettivi.

Da lì in poi, il principio che ha sempre contraddistinto le mie battaglie giudiziarie è stato quello in cui la legge si impara sul campo e la verità va sostenuta anche quando sembra imperdonabile.”

“Sei stata coraggiosa, mi dicono. In realtà il coraggio ti viene passo dopo passo, in un mondo come quello dei circoli mafiosi non ti puoi permettere di avere paura.

Al mio primo caso avrei voluto rinunciare ma poi, messa di fronte all’eventualità che avrei avuto gravi conseguenze in ambito lavorativo sono andata avanti, sfilando più e più volte nel lunghissimo corridoio dell’Ucciardone riservato al 41 bis e difendendo, nel maxi bunker allestito a Palermo per volere di Falcone e Borsellino, decine di collaboratori di giustizia che nessun’altro aveva voluto assistere.

Indomita è un libro che raccoglie storie vere fatte di crimini efferati ma anche di momenti di dolore e di solitudine, che, attraverso la narrazione intensa di Civita Di Russo, assumono una dimensione più umana che si lascia leggere tutta d’un fiato.”