ROMA – Scattato la mezzanotte di oggi 28 luglio il taglio delle accise sul gasolio deciso dal governo.
La misura è contenuta in due decreti pubblicati ieri sera sulla Gazzetta ufficiale. Un primo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, stabilisce un taglio dell’accisa sul diesel di complessivi 17 centesimi (14 centesimi più l’Iva al 22%), coprendo l’intervento con 20,5 milioni di euro di extragettito Iva del mese di giugno. Il taglio scatta oggi, fino a domani 29 luglio.
Un secondo provvedimento, il decreto legge con disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi e sull’Ilva, prolunga il taglio dal 30 luglio fino al 6 agosto. Le coperture stanziate sono pari complessivamente a circa 105,8 milioni nel 2026.E’ entrato in vigore il nuovo sconto deciso dal governo sulle accise del gasolio (ma non sulla benzina). Per l’automobilista, si tradurrà in un risparmio alla pompa di 17 centesimi al litro, ma solo fino al 6 agosto. Il Codacons calcola 8,5 euro in meno per un pieno.
Oggi il gasolio self service sulla rete stradale costa 2,185 euro al litro. Lo sconto potrebbe non portare il diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro (la benzina è a 1,982 euro). I prezzi però sono molto volatili, a seconda dei venti di guerra su Hormuz. Ma perché il governo ha deciso il taglio delle accise solo sul diesel e non sulla benzina? Per la semplice ragione che il gasolio al momento costa più della Super. Tradizionalmente in Italia è sempre costato meno, perché le accise erano più basse, per aiutare l’autotrasporto.
Poi il governo con l’ultima finanziaria ha deciso di riallineare le accise, perché quella bassa sul diesel era considerata un sussidio ambientalmente dannoso. La guerra in Iran ha provocato rincari maggiori sul gasolio che sulla benzina, perché è un carburante più usato, e quindi più richiesto.
Per finanziare questo calmiere fino al 6 agosto, servono 125 milioni di euro. Il governo prenderà i soldi dall’aumento dell’Iva sui carburanti di maggio, dalle multe dell’Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

