Tarquinia – Viviana Bernardo: “Via Ugo Neri, quando il genius loci conta davvero”
Cronaca, Politica
31 Luglio 2026
Tarquinia – Viviana Bernardo: “Via Ugo Neri, quando il genius loci conta davvero”

TARQUINIA – “Quando il genius loci conta davvero”. Lo fa sapere, in una nota inviata alla redazione, Viviana Bernardo.

 

“L’asse viario principale e residenziale di Sant’Agostino – prosegue Bernardo -, amena località balneare nel comune di Tarquinia, è intitolato da quasi sei decenni a Ugo Neri il quale, animato da un innato spirito pionieristico, recupera alla memoria il territorio dimenticato dell’antico porto di Giano e avvia il piano di edificazione che darà vita in breve tempo all’attuale struttura paesaggistica che tutti possiamo ammirare.

 

Il pioniere scava la terra, apre la via, abita per primo lo spazio legando per sempre il proprio nome a quel luogo, intuisce la trasformazione del paesaggio e crea un ponte tra il passato e il futuro del territorio.

 

La terra smette di essere solo terra e diventa una storia, perché ci sono scelte che lasciano un segno profondo, plasmano il paesaggio e si imprimono nei racconti dei posteri; ci sono azioni che diventano evidenze tangibili su cui la comunità costruisce la propria identità e fonda le proprie radici.

 

Poi, un giorno, qualcuno decide di recidere quelle radici senza un perchè e di reintitolare la via ad un ex sindaco locale.

 

Difficile credere alla favola del riassetto toponomastico dal momento che le urgenze cui dovrebbe guardare un’amministrazione in quel territorio sono ben altre.

 

Una corretta revisione odonomastica tiene comunque conto dell’esistenza di altre soluzioni commemorative, che non prevedano la cancellazione di una denominazione già radicata.

 

È piuttosto evidente che si voglia condannare alla damnatio memoriae la figura di un uomo coraggioso e appassionato che ha creduto nelle proprie capacità restituendo vita, negli anni Cinquanta, ad un luogo assopito nella noia delle terre di confine.

 

Un vizio di natura procedurale determina l’interruzione di un iter insensato che restituisce il rispetto per la storia minuta dei luoghi e avvia una riflessione profonda sulla reale opportunità di rimettere in discussione i valori di una memoria collettiva sedimentata.

 

Tralasciando deliberatamente i disagi e gli aggravi burocratici che un drastico cambiamento comporterebbe poichè quasi insignificanti rispetto alla questione meramente etica, godiamoci la sentenza del giudice con buona pace di qualche cospiratore che ama agire nell’ombra.

 

La comunità intanto continua ad onorare l’uomo e il suo sogno, cullato tra i due speroni di roccia del litorale tirrenico più bello”.