Viterbo – La fermata Cotral di viale Trento potrebbe essere spostata più avanti, in via Garbini. Una scelta che il Comune sta valutando per ragioni di sicurezza e che, al di là della soluzione tecnica, racconta una realtà difficile da ignorare: su quella zona l’amministrazione non è riuscita, almeno finora, a ripristinare quelle condizioni di decoro e sicurezza che dovrebbero essere garantite in uno spazio pubblico centrale e frequentato quotidianamente.
La proposta è stata illustrata dalla sindaca Chiara Frontini in consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Luisa Ciambella. Il Comune ha già interessato Cotral e gli uffici regionali per chiedere lo spostamento della fermata da viale Trento verso via Garbini.
La motivazione è legata alla presenza, nella zona, di persone che arrivano a Viterbo anche da altri comuni e che tenderebbero a concentrarsi proprio nell’area alberata di viale Trento.
Secondo quanto spiegato dalla sindaca, gli alberi, particolarmente preziosi durante i mesi estivi per l’ombra che garantiscono, rappresenterebbero anche un elemento che rende più difficile il controllo dell’area. Il riparo dalla calura diventerebbe così anche un riparo alla vista, favorendo la possibilità di creare assembramenti lontano da un controllo immediato.
Ed è proprio questo il punto più delicato della vicenda.
Perché se la risposta a una situazione di degrado e di insicurezza è spostare una fermata del trasporto pubblico, anziché riuscire a rendere nuovamente sicura e vivibile l’area, la decisione finisce inevitabilmente per assumere il significato di una sconfitta per l’amministrazione.
Non si interviene sul problema alla radice: si modifica l’utilizzo dello spazio pubblico per evitare che quello stesso spazio possa essere sfruttato da chi crea problemi.
Una scelta comprensibile, se l’obiettivo immediato è tutelare la sicurezza di cittadini e passeggeri. Ma proprio per questo difficile da leggere come un successo politico-amministrativo.
Viale Trento è una zona importante della città, a ridosso delle mura e a pochi passi da servizi e luoghi frequentati dai cittadini. Negli ultimi tempi l’amministrazione ha annunciato e realizzato interventi di riqualificazione, compresa la sistemazione dell’area verso la biblioteca consorziale. Eppure il problema della sicurezza resta abbastanza serio da indurre il Comune a valutare l’allontanamento di una fermata Cotral.
Il paradosso è evidente: gli alberi che dovrebbero rendere più gradevole e vivibile un’area pubblica diventano, nelle parole dell’amministrazione, un elemento che favorisce la possibilità di nascondersi e aggregarsi.
E così, invece di restituire quello spazio ai cittadini, si rischia di arretrare.
Anche per chi arriva a Viterbo con il Cotral la conseguenza sarà concreta: la fermata verrà allontanata dal centro storico e chi utilizza il trasporto pubblico potrebbe essere costretto a percorrere una distanza maggiore per raggiungere le mura.
La domanda, allora, non riguarda soltanto dove collocare una fermata dell’autobus. Riguarda il principio con cui una città affronta le proprie zone problematiche.
Se un’area pubblica diventa difficile da controllare, la soluzione dovrebbe essere quella di recuperarla, renderla più sicura, più frequentata, più decorosa e nuovamente pienamente fruibile. Spostare i servizi per evitare l’area significa invece, almeno in parte, lasciare quello spazio a chi lo ha trasformato in un problema.
La sicurezza viene prima di tutto, naturalmente. Ma proprio per questo lo spostamento della fermata dovrebbe essere considerato per quello che è: una misura necessaria di fronte a una situazione che il Comune non è ancora riuscito a risolvere.
E per un’amministrazione che ha fatto della riqualificazione e della restituzione del decoro alla città uno dei propri cavalli di battaglia, è un’ammissione tutt’altro che irrilevante.

