E pensare che era partito titolare, di nuovo. Gattuso lo apprezzava: classico attaccante da raccordo, di quelli che forse attaccano meno la profondità, ma che legano la squadra e sanno giocare con e per i centrocampisti. Ma i gol? Troppo pochi, decisamente bottino scarno ed errori a tratti persino madornali nelle annate biancocelesti.
Dia era lontano da quel livello fatto intravedere a Salerno e per un’offerta importante, Lotito e Fabiani si conoscono, specialmente con un mercato a saldo zero tutti possono partire. E per mettere a posto ancora di più indici di liquidità, soprattutto con l’erede Pinamonti già arrivato e subentrato, pure Dia poteva esser tranquillamente considerato sacrificabile. Specialmente per la società, chissà se pure per Gattuso.
Se ne va Dia. Se ne va in prestito con diritto di riscatto potenzialmente trasformabile in obbligo ad agevoli condizioni: ecco perchè con una base da 8.5 milioni che potrà coi bonus arrivare ad accarezzare i dieci, la Lazio ha dato il suo nullaosta definitivo nella serata del lunedì al Rennes.
Il senegalese si trasferisce in Francia, Ratkov è andato in Spagna al Getafe: sostanzialmente salutati i due centravanti che hanno fatto tutto il ritiro, tanto la dice sulla stabilità degli equilibri assolutamente precari a Formello. Il vice Pinamonti sarà Begrauoi, attaccante albanese che gioca in Portogallo con l’Estoril: oggi si chiude.

