Cani vietati a Prato Giardino, l’Enpa attacca il Comune di Montefiascone: «Provvedimento palesemente nullo»
Cronaca
5 Settembre 2026
Cani vietati a Prato Giardino, l’Enpa attacca il Comune di Montefiascone: «Provvedimento palesemente nullo»

MONTEFIASCONE – Divieto di accesso ai cani a Prato Giardino e scoppia la polemica. A contestare duramente la decisione è l’Enpa di Viterbo e provincia, che parla di un provvedimento «palesemente nullo» e accusa l’amministrazione comunale di aver adottato una misura sproporzionata.

Al centro della contestazione c’è il cartello che vieta l’ingresso ai cani nell’intera area del parco. Secondo l’Enpa, inoltre, non sarebbe chiaro se alla base del divieto ci sia una specifica ordinanza comunale.

L’associazione animalista entra subito nel merito e definisce quella adottata dal Comune una scelta frutto di «profonda pigrizia amministrativa», sostenendo che l’amministrazione avrebbe potuto intervenire in maniera molto più circoscritta.

A sostegno della propria posizione, l’Enpa richiama una recente sentenza del Tar Lazio, la numero 3487, secondo la quale, viene sottolineato nel comunicato, «il divieto assoluto di accesso ai cani nelle aree dei parchi comunali viola il principio di proporzionalità».

Il punto, secondo l’associazione, è proprio l’estensione del divieto all’intero parco. «L’amministrazione non può imporre limitazioni così drastiche alla libertà di circolazione dei cittadini se esistono strumenti meno restrittivi», sostiene l’Enpa.

Nel mirino finisce in particolare l’area giochi di Prato Giardino. L’associazione fa notare come «l’area giochi all’interno del parco non è delimitata da nessuna recinzione o barriera». Da qui la critica alla scelta di vietare l’accesso ai cani all’intera area verde invece di circoscrivere lo spazio destinato ai bambini.

L’Enpa richiama anche l’orientamento di altri tribunali amministrativi, citando in particolare il Tar Umbria, e ricorda che le norme già prevedono obblighi precisi per chi porta a spasso un cane, a partire dal guinzaglio e dalla raccolta delle deiezioni.

Secondo l’associazione, dunque, qualora il Comune intendesse vietare l’accesso agli animali in una determinata area destinata ai bambini, dovrebbe intervenire su uno spazio «circoscritto e fisicamente delimitato».

Ed è qui che la critica diventa particolarmente dura. Per l’Enpa, infatti, il Comune avrebbe scelto la strada più semplice: «Anziché spendere pochi soldi pubblici per installare una staccionata a protezione dei bambini, ha preferito trasformare illegalmente l’intero parco in una “zona rossa”, vietata ai proprietari di cani».

Una definizione volutamente provocatoria, accompagnata da un’altra domanda: «Come può un cittadino rispettare un confine invisibile? Dove finisce la zona di passeggio e dove inizia lo spazio interdetto alle zampe di Fido?».

L’associazione sostiene inoltre che il problema della presenza dei cani nei parchi dovrebbe essere affrontato attraverso controlli e sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole, senza penalizzare chi invece si comporta correttamente.

«I Comuni devono adoperarsi per fare controlli e punire gli incivili che non puliscono», afferma l’Enpa, che considera il divieto generalizzato una misura destinata a colpire «la stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi delle regole».

La conclusione del comunicato è un vero e proprio appello all’amministrazione di Montefiascone: «Si adegui alla legge dello Stato», chiede l’associazione, indicando come possibile soluzione l’installazione di una staccionata per delimitare l’area giochi oppure, in alternativa, la modifica immediata del cartello.

E l’Enpa alza ulteriormente il tiro, arrivando ad affermare che «qualsiasi ordinanza (ancor peggio se non esiste) verrebbe demolita davanti a qualsiasi giudice».

Una presa di posizione netta che apre quindi un nuovo fronte di confronto sulla gestione di Prato Giardino e, più in generale, sull’equilibrio tra tutela degli spazi destinati ai bambini, presenza degli animali e diritti dei cittadini.