La rivincita di Ringhio: Lazio lassù, a sua immagine e somiglianza
Sport
8 Settembre 2026
La rivincita di Ringhio: Lazio lassù, a sua immagine e somiglianza

UDINE – Cieli di marzo riecheggiò per tutto il Friuli. Il giorno dopo, l’alba è stata dolcissima in casa Lazio. Forse la sorpresa più grande di queste primissime curve di Serie A. Nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe aspettato d’ammirar il team di Gattuso lassù, dopo tre giornate in testa con Roma ed Inter.

Specialmente dopo un’estate di apertissima contestazione. Per un Olimpico che resterà ancora semi deserto, con Lotito ancora e sempre invitato a “liberare la Lazio”. Fabiani ha dovuto operare sul mercato a saldo zero: insomma, il cocktail dell’estate 2026 non era certamente dei migliori.

Ringhio è arrivato tra lo scetticismo generale. Non convinceva nessuno, calzava per un club senza ambizione, nell’opinione popolare. Ma quell’elmetto se l’è messo, ha lavorato sodo, ha immediatamente infuso tutto il suo carattere alla squadra, che oggi diventa sua immagine e somiglianza. Perché gruppo vero, che non muore mai, e che crede sempre al risultato fino all’ultimo respiro. Come ieri, quando suggellava rimontona ad Udine. Forse una delle notti più belle di Lazio in un mesto 2026.

Ma con questa creatura, Gattuso sta altresì sorprendendo. Perché non è soltanto una squadra compatta e messa bene in campo: effettivamente questa Lazio esprime, gioca bene, a tratti diverte pure. E soprattutto, eccolo il plauso speciale, Ringhio cambia l’ordine degli addendi ma il risultato non cambia: ieri ha cambiato sistema e sostituzioni, toglie Frattesi in gol entra Gud al debutto che segna immediatamente pure lui. Da grande allenatore, da Mr Lazio, da chi questo mondo se lo sta pian piano prendendo.

E la Lazio è lassù. Determinata, senza soffrir di vertigini. Vuol continuar a cavalcar l’onda, ci vuol restare. Senza voli pindarici, ma sognar alta quota non costa nulla. E chissà se pian piano Ringhio inizierà a riportar tifosi allo stadio. Con la sua gente la Lazio è più bella. Ne sa qualcosa Mandas, che quei Giardini di Marzo intonati e riecheggianti, li ha di soppiatto immortalati a fine gara.