Il disastro azzurro s’è completato. US Open, come ormai decantiamo da giorni, è stata una Caporetto. Una Caporetto in cui non c’è mai fine o limite al peggio, comunque. Perché se è stato un disastro il percorso dei maschietti in singolo, non potevamo immaginare come anche una certezza nel doppio come la coppia composta da Bolelli e Vavassori deludesse così ai quarti di finale.
Pure il loro cammino s’è arrestato sul più bello. Dopo un 2025 fantascientifico per gonfie vele proseguite d’inverno, a questo tipo di Slam il doppio dei maschietti azzurri più importanti di questa generazione aveva abituato a ben altro: Slam fino in fondo, Slam portati a casa.
Stavolta non è stato minimamente così, anzi. Sono stati divorati. Divorati e martellati ai quarti da una delle coppie più mediatiche e sostenute dall’inizio della competizione, quella composta dall’americano Harrison e dal britannico Skupski; in pochi giorni sono stati in grado di conquistare e galvanizzare il pubblico di New York e contro il duetto azzurro hanno dato spettacolo.
Divorati, demoliti. In poco più di un’ora di gioco non c’è stata storia, pratica subito liquidata: 6-3 e 6-2, non c’è stata partita sotto alcun fondamentale. Bolelli e Vavassori escono dunque ai quarti della competizione come a Cincinnati, completando un’estate sterile, di siccità: d’altronde pure a Wimbledon erano già usciti pensate agli ottavi di finale.

