MADRID – Il giorno dopo, le copertine dei quotidiani spagnoli si discostano dalle sorti di Real e Barca e confluiscono tutte sul campionissimo del momento. Il predestinato della Formula Uno, che gli ha vinto il primo GP di Madrid, davanti agli occhi stessi di Mourinho e Vinicius, tra l’altro.
Parliamo naturalmente di Kimi Antonelli. Che ieri pomeriggio, sotto al sole di fine state madridista, ha messo forse il punto esclamativo sul primo Mondiale della sua giovanissima ma già ambiziosa nonché predestinata carriera. A Madrid ha saputo immediatamente prendersi la rivincita degli 11 centesimi con cui Norris sabato s’era preso la Pole; penalizzato per Virtual, Lando è finito dietro, ha chiuso terzo dietro Verstappen, Antonelli ha potuto spiccar il volo e condurre le danze fino alla fine di quella che sarebbe diventata l’ennesima cavalcata di gloria di quest’anno, davanti a tutti.
Kimi ha vinto il suo ottavo GP stagionale. Dopo settimane di calibrata astinenza, coi rivali a scipparsi gare a vicenda e togliersi di fatto reciprocamente quei punti che non facevano altro che favorire il primato d’Antonelli comunque, il bolognese è tornato a volare: sulla scia di quello storico tuffo d’amore di Monza, s’è preso pure la prima edizione del MadRing.
Kimi diventa il primo italiano a vincere in Spagna. Un italiano che pensate non arrivava a podio dal 2005: all’epoca fu Fisichella, il predestinato non era nemmeno nato. Con questo successo, e qui andiamo in chiusura con la tesi più importante, il bolognese mette davvero le mani sul primo Mondiale della sua carriera: adesso scappa addirittura a +81 sul collega Russell, nella Piloti. A tutti gli effetti countdown, a tutti gli effetti conto alla rovescia.

