Prima campanella nella Tuscia, oltre 35mila studenti tornano in classe: “Non abbiate paura di sbagliare”
Scuola e Università
14 Settembre 2026
Prima campanella nella Tuscia, oltre 35mila studenti tornano in classe: “Non abbiate paura di sbagliare”

VITERBO – È suonata la prima campanella per oltre 35mila studenti della provincia di Viterbo. Sono circa 35.200 i bambini e i ragazzi che, tra scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, si preparano ad affrontare un nuovo anno scolastico.

Nel Lazio il calendario regionale indicava nel 15 settembre la data di avvio delle lezioni, ma ogni istituto ha avuto la possibilità di organizzare autonomamente la propria ripartenza. A Viterbo città, infatti, le scuole hanno riaperto già dal 14 settembre, mentre per gli studenti del Pio Fedi e del Leonardo da Vinci il ritorno tra i banchi è arrivato ancora prima, il 10 settembre.

Per molti è il ritorno alla routine dopo la pausa estiva, per altri l’inizio di un percorso completamente nuovo. Un momento che coinvolge inevitabilmente non soltanto gli studenti, ma anche famiglie, docenti, dirigenti e tutto il personale che ogni giorno tiene in piedi la macchina scolastica.

A rivolgersi alla comunità scolastica della Tuscia è stato anche il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza, che nel suo messaggio per l’inizio dell’anno ha posto l’accento sulla dimensione collettiva della scuola e sul valore della responsabilità reciproca. La scuola, osserva il vescovo, non è soltanto il luogo in cui si trasmettono conoscenze, ma una comunità nella quale ogni componente contribuisce alla crescita degli altri.

Da qui l’invito a vivere il rapporto con compagni, insegnanti e famiglie attraverso attenzione, collaborazione e rispetto. Per Piazza, infatti, essere responsabili significa anche farsi carico dell’altro e restituire alla comunità, attraverso il proprio impegno, ciò che dalla comunità si è ricevuto.

Un messaggio particolarmente rivolto agli studenti riguarda la necessità di riconoscere e coltivare le proprie capacità. Il vescovo li esorta a non limitarsi all’utilizzo degli strumenti che hanno a disposizione, ma a sviluppare una consapevolezza sempre maggiore del loro valore e delle loro possibilità, senza trascurare il rapporto diretto con gli altri.

“Valorizzare la scintilla” delle proprie qualità, questo l’invito di Piazza, significa anche imparare a confrontarsi, costruire relazioni autentiche e affrontare la fatica della crescita senza cercare scorciatoie. Il dialogo personale, sottolinea il vescovo, resta uno degli strumenti fondamentali per affrontare il futuro con fiducia e senso di responsabilità.

Accanto al messaggio della Diocesi arriva quello del presidente della Provincia Alessandro Romoli, che ha scelto di ricordare quanto il primo giorno di scuola rappresenti un momento diverso per ciascuno. C’è chi ritrova i compagni di sempre, chi varca per la prima volta il cancello di un nuovo istituto e chi, invece, affronta l’ultimo anno delle superiori con lo sguardo già rivolto al dopo.

Romoli invita gli studenti a non vivere gli anni della scuola come una semplice parentesi obbligatoria, ma come una fase irripetibile della propria vita. Fare domande, intervenire, esprimere le proprie idee e soprattutto imparare a confrontarsi con chi ha opinioni differenti sono, secondo il presidente della Provincia, esperienze che vanno vissute senza il timore eccessivo di commettere errori.

“Non abbiate paura di sbagliare” è dunque uno dei messaggi rivolti ai ragazzi, insieme all’invito a godersi anche quelle giornate che oggi possono sembrare identiche e che, con il passare degli anni, potrebbero invece trasformarsi in alcuni dei ricordi più importanti.

L’inizio dell’anno scolastico rappresenta inoltre per la Provincia un momento di particolare responsabilità, considerando le competenze dell’ente sugli istituti superiori. Romoli ha assicurato che proseguirà il lavoro sugli edifici scolastici, con l’obiettivo di garantire ambienti sicuri, funzionali e adeguati alle esigenze di studenti e personale.

Per la comunità scolastica viterbese, tuttavia, questo nuovo inizio porta con sé anche un momento di dolore. Al liceo Santa Rosa la ripresa delle lezioni è segnata dalla recente scomparsa del professor Marco De Falco, una perdita che inevitabilmente accompagna il ritorno in aula di studenti e colleghi.

Tra entusiasmo, aspettative e qualche inevitabile preoccupazione, per oltre 35mila ragazze e ragazzi della Tuscia comincia così un nuovo capitolo. Un anno fatto di lezioni e verifiche, ma anche di amicizie, scoperte, errori e occasioni per crescere. La prima campanella è già suonata: ora tocca agli studenti trasformare questi mesi in un pezzo importante della propria storia.