TOKYO (GIAPPONE) – Una serie di amichevoli. A cavallo dell’estremo Oriente. Tra Cina e Giappone, per esportare ma soprattutto diffondere il verbo della pallanuoto. Per catturare attenzione, passione, per coinvolgere popoli che nel tempo hanno imparato ad amar gli sport quasi a livelli folli ma che ancora, a livello pallanuotistico, non sono evidentemente stati attratti quanto le grandi istituzioni del Vecchio Continente ritengano.
E’ per questo che in pieno precampionato la massima istituzione della pallanuoto italiana, nonché la più vincente a livello di Len Champions League in ambito europeo, ha deciso di trascorrere giornate in tour proprio dall’altra parte del globo terrestre. Giorni giapponesi per la Pro Recco di Sandro Sukno: ma per l’appunto, non soltanto amichevoli per avvicinare samurai alla pallanuoto, bensì anche operazioni di marketing.
Tra queste, una delle più discusse. Perché particolare, folkloristica, a tal punto da far discutere. Passate 48 ore, ancora se ne parla. Anzi, proprio per cassa di risonanza e come funziona il mondo del web nel 2026, ai tempi dei social se ne parla ancora di più. Invece di scendere in vasca, la Pro Recco in costume è scesa a.. Shibuya. Ebbene sì, all’improvviso, tra lo stupore generale dei passanti. Per riscontrare immagini e video, basta andar a vedere i social del club.
Una vera e propria sfilata a sorpresa. In costume a catturar l’attenzione di curiosi, turisti, giapponesi. Sul costume un’ode ai samurai, operazione marketing. Sfilano scalzi, sulle strisce pedonali, da Nicosia a Presciutti. Il gruppo di Sunko con telecamere a farsi riprendere. Un’operazione che però non ha colpito appieno; anzi, qualcuno sui social, tra ironia ed invece qualche contestazione più pesante, ha voluto esprimere la sua opinione. “Non c’era bisogno”, “Non è questa l’Italia”, “Che significa?”. Alcuni dei commenti più rilevanti. Qualcosa che non si vede tutti i giorni; qualcosa di talmente singolare che forse, due giorni dopo, non ha sortito l’effetto desiderato.

