Sold out per masterclass e cooking show, il weekend conclusivo dal 25 al 27 settembre
SANTA SEVERA – Un successo che cresce weekend dopo weekend. “Assaggia il Lazio”, la manifestazione dedicata al vino, alla ricerca, alla cucina e alle eccellenze agroalimentari del territorio regionale, organizzata da Carramusa Group grazie al sostegno di ARSIAL e della Regione Lazio – Assessorato all’Agricoltura, si conferma uno degli appuntamenti più partecipati della stagione al Castello di Santa Severa.
Dopo un primo fine settimana chiuso con tre serate sold out, anche il secondo weekend ha registrato il tutto esaurito, sia per la masterclass sia per il cooking show, mentre il percorso di degustazione “Vino, olio e territorio: il Lazio da assaggiare” ha richiamato ancora una volta un’affluenza altissima. Numeri che premiano una formula capace di unire divulgazione scientifica, spettacolo e scoperta del territorio, avvicinando il grande pubblico ai produttori e alle diverse identità enogastronomiche del Lazio.
Un autunno di cultura al Castello, con il sostegno della Regione Lazio
L’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio al Castello di Santa Severa non si è limitato ad “Assaggia il Lazio”. Il sostegno regionale ha accompagnato anche il Festival degli Scrittori 2026, che dal 18 al 20 settembre ha animato il Castello per il secondo anno consecutivo. Promosso dall’Accademia Molly Bloom, fondata dagli scrittori Leonardo Colombati ed Emanuele Trevi, il Festival è il primo in Italia interamente dedicato al mestiere della scrittura e ai processi della creatività: non ciò che accade quando un libro viene letto, ma come nasce una storia.
Sei appuntamenti in tre serate, a ingresso gratuito, hanno esplorato la scrittura attraverso altrettante direzioni dell’esperienza umana. Si è partiti proprio dal cibo, con Camilla Baresani e Angela Frenda, in un ideale dialogo con lo spirito di “Assaggia il Lazio”, per poi proseguire con lo sport (Sandro Veronesi e Novella Calligaris), il cinema (Saverio Costanzo e Alessandro Piperno), la musica con lo spettacolo “A day in the life” (Leonardo Colombati, Pierluigi De Palma e Fabrizio Lucherini), il presente (Giorgio Zanchini e Alessandra Sardoni) e la scienza (Emanuele Trevi e Nicola Lagioia).
Due iniziative diverse, un’unica visione: fare del Castello di Santa Severa un luogo in cui il racconto del territorio, dei suoi prodotti e della sua cultura incontra un pubblico ampio e partecipe.
La ricerca nel bicchiere: otto Malvasie per raccontare il Vulcano Laziale
Al centro della serata del secondo weekend, la masterclass “I vini del Vulcano Laziale: la Malvasia puntinata come indicatore del legame univoco con i differenti versanti del vulcano (Castelli Romani)”, nata dal progetto ARSIAL–Università di Roma Tor Vergata. A guidarla Giovanni Pica e Giorgio Colatosti di ARSIAL e Jacopo Manni, ricercatore di Tor Vergata ed esperto di comunicazione sensoriale del vino.
Protagonista la Malvasia puntinata, presentata attraverso otto vini monovarietali provenienti dai diversi versanti del Vulcano Laziale. Le uve sono state vinificate all’Azienda Dimostrativa Sperimentale ARSIAL di Velletri con lo stesso protocollo enologico, per far emergere esclusivamente le differenze legate alla provenienza. Le aziende coinvolte: Poggio Le Volpi, Parvus Ager, Villa Simone, Merumalia, Cantina Amena, Borgo del Cedro, Villa Cavalletti e Casal Montani. Un esperimento che ha permesso ai partecipanti di confrontare otto interpretazioni dello stesso vitigno e di approfondire il rapporto tra territorio, suolo e percezione sensoriale.
“Il Barone ai fornelli”
A seguire, il cooking show “Il Barone ai fornelli”, presentato dalla giornalista Benedetta Ferrari, con protagonista Andrea Lo Cicero. L’ex pilone della Nazionale italiana di rugby ha preparato una pasta con pesto di cicoria, menta e limone, ciauscolo rosolato e pecorino al basilico: un piatto che unisce ingredienti della tradizione regionale e lettura contemporanea, a dimostrazione di come le materie prime del Lazio possano ispirare interpretazioni nuove senza perdere il legame con il territorio.
Quattro vini per raccontare il Lazio
Il percorso “Vino, olio e territorio: il Lazio da assaggiare” ha proposto quattro etichette da diverse aree della regione, dalle bollicine ai bianchi fino al rosso: la Malvasia Puntinata Roma DOC del Castello di Torre in Pietra, il “Sirio” di Colle di Maggio, il “Rosa Mio” della Tenuta Santa Lucia e il “Rosso Eminenza” di Casale Marchese. Una formula che non si limita all’assaggio, ma accompagna i visitatori alla scoperta dei produttori e della varietà della viticoltura laziale.
La tasting dinner: un viaggio tra le eccellenze regionali
La serata è stata arricchita da una tasting dinner dedicata ad autorità e ospiti. In apertura “La geometria del porto”, un viaggio nel pescato del giorno del porto di Civitavecchia tra crudi, maturati, marinati e affumicati; poi prodotti da forno e oli, gli affettati delle cinque province del Lazio e un confronto tra formaggi ovini e caprini, da Petrucci di Amatrice a Pira di Ischia di Castro. Due le interpretazioni della cucina laziale: la minestra di pesce alla civitavecchiese di Anna Lauro (“Pesci&Bottiglie”) e lo spaghettone acqua e farina con cacio, pepe, gamberoni di Terracina e agrumi di Doriano (“Locanda Dorica”). A seguire baccalà profumato alla cacciatora, porcini e timo con il pane dei Monti della Tolfa, e in chiusura i panettoni e le creazioni del pastry chef Michele di “Bonfì”.
abbinamento, una selezione che ha attraversato province e denominazioni: l’Initium di Terenzi, il Roma DOC Spumante di Poggio Le Volpi, il Frascati Superiore DOCG di Casale Marchese, il Colli della Sabina Bianco DOC Domina Sabinae di Santa Lucia, l’Anthium di Casale del Giglio, l’Aita di Muscari Tomajoli e l’Elogio Mediterraneo di Villa Gianna, Moscato del Lazio IGT Passito. Mare, montagna, campagna, tradizione e ricerca riuniti in un’unica tavola.
IL PROGRAMMA DEL WEEKEND CONCLUSIVO
Venerdì 25 settembre
18:00–19:00 – Masterclass “Vino a ridotto tenore alcolico (low alcol) in una logica di esaltata territorialità” e “Vino a minor impatto ambientale: uso di biostimolanti naturali fotoprotettori” – progetto ARSIAL/Università della Tuscia. Relatori: Giovanni Pica e Giorgio Colatosti (ARSIAL), Andrea Bellincontro ed Elena Brunori (Università della Tuscia – Dibaf). In degustazione tre vini low alcol da vitigni autoctoni dell’Azienda Dimostrativa Sperimentale ARSIAL di Velletri, ottenuti da due linee di ricerca dell’Università della Tuscia, e tre Maturano bianco monovarietali sottoposti a protocolli agronomici con biostimolanti naturali (farina di basalto e caolino).
19:00–20:00 – Cooking show con Claudia Catana, “Cucina ai Monti”: gnocchi di zucca con nocciole ed erborinato della Tuscia.
20:00–22:00 (apertura villaggio 19:30) – Vino, olio e territorio: il Lazio da assaggiare.
Sabato 26 settembre
18:00–19:00 – Masterclass “Assaggio oli nuovi della Tuscia” con Paola Fioravanti, presidente UMAO – Unione Mediterranea Assaggiatori Oli: oli nuovi Colli Etruschi blend e monocultivar Frantoio di Presciuttini.
19:00–20:00 – Cooking show con Vittoria Tassoni, food blogger della Tuscia, “Passeggiando per Canepina”: la tradizione si fa street food con il fieno canepinese alla cacio e pepe.
20:00–22:00 (apertura villaggio 19:30) – Vino, olio e territorio: il Lazio da assaggiare.
Domenica 27 settembre
19:00–20:00 – Cooking show con Vittoria Tassoni, “La fregula incontra i legumi del Lazio”: fregula risottata con i legumi su una morbida crema di fagioli, per raccontare la ricchezza, la varietà e la storia dei legumi laziali.
20:00–22:00 (apertura villaggio 19:30) – Vino, olio e territorio: il Lazio da assaggiare.

