Primo giorno del tetto ai prezzi Enilive: file a Varese, Bari e Cosenza, traffico in tilt e gestori sotto pressione. Ma sulla media nazionale l’effetto è quasi nullo, e non tutti gli impianti col cane a sei zampe sono obbligati a rispettare il tetto.
Alle 8 di stamattina sui totem dei distributori Enilive sono comparsi i nuovi prezzi, e in pochi minuti sono comparse anche le code.
Il primo giorno del tetto deciso da Eni, lunedì 28 settembre, è diventato una corsa al pieno in tutta Italia.
Nel Varesotto i cronisti hanno trovato lunghe file di auto e pompe occupate di continuo, con un fenomeno che appare diffuso ovunque; una delle code più vistose era all’impianto di Gallarate.
Al Sud la situazione è simile.
A Cosenza, come in molte altre città calabresi, lunghe file si sono formate davanti ai distributori Eni già dalle prime ore, e su viale Mancini la coda è cresciuta fino a rallentare la circolazione. Anche alla stazione di piazza Loreto la fila parte da sotto la sopraelevata e arriva fino alle pompe, in una zona già trafficata.
A Bari il cambio dei prezzi è scattato intorno alle 8 e la ressa ha messo sotto pressione i gestori, che raccontano di essere “presi d’assalto”. A Mestre la corsa era attesa: in Veneto un distributore su cinque è Eni, e il Gazzettino aveva previsto già in mattinata un possibile assalto alle pompe.
Perché tutti corrono da Eni
Il motivo sta nei numeri. Domenica il Mimit registrava in media 2,159 euro al litro per la benzina self e 2,377 per il gasolio sulla rete stradale, con il diesel in autostrada vicino ai 2,5 euro. Nelle stazioni Enilive il tetto è di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio, sia al self sia al servito, circa 17 centesimi in meno delle medie attuali. Per il Centro studi Unimpresa, una famiglia con due auto può risparmiare circa 17,80 euro a settimana, quasi 80 euro al mese. Il limite dura per ora 30 giorni, con possibile proroga fino a fine anno. Sul gasolio pesa anche il fisco. Lo sconto sulle accise era di 17 centesimi al litro, è sceso a 12,2 tra il 18 e il 25 settembre e dal 26 settembre al 5 ottobre è di 6,1 centesimi. Chi ha il serbatoio quasi vuoto, quindi, ha tutto l’interesse a fare il pieno subito.
Attenzione: non tutti gli impianti Eni applicano il tetto
Chi si mette in coda deve però sapere una cosa. Il tetto è obbligatorio solo nei distributori di proprietà Enilive, circa il 75% della rete; negli impianti convenzionati il prezzo è soltanto consigliato. Prima di fare la fila conviene quindi controllare il prezzo sul totem o cercare la stazione più vicina con lo strumento di ricerca sul sito Eni.
Sulla media nazionale quasi nessun effetto
Le code raccontano solo una parte della storia. Secondo Il Fatto Quotidiano, finora il tetto ha inciso poco sul prezzo medio nazionale, meno di un centesimo al litro. E il confronto con l’inizio dell’anno resta pesante: per la Cgia di Mestre, rispetto al 27 febbraio chi fa rifornimento da Eni paga comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il gasolio.
IP si accoda, ma senza cifre
Sulla rete IP la situazione è più incerta. Socar, che controlla la rete, non fissa un prezzo massimo unico: il valore sarà stabilito in base alle esigenze della filiera. In teoria lo sconto potrebbe arrivare a circa 8.500 punti vendita, i circa 4.000 Eni ed Enilive più i 4.500 IP, pari a quasi il 39% dei 22mila distributori italiani. Resta da capire se altri grandi operatori, come Esso, seguiranno.
Il timore: pompe a secco come in Francia
La paura di gestori e associazioni di categoria è che la corsa al pieno svuoti le cisterne. Il precedente c’è: in Francia TotalEnergies ha fissato un tetto in primavera e l’ha prorogato più volte, ma ci sono stati problemi sulle giacenze, con distributori presi d’assalto e carburante che scarseggiava. Già nei giorni scorsi qualcuno aveva avvertito che Eni stessa avrebbe potuto avere problemi di scorte davanti a un picco di domanda prevedibile. I prossimi giorni diranno se la rete Enilive regge l’urto o se, dopo le code, arriveranno anche i cartelli “carburante esaurito”. Rispetto alla prima versione questo pezzo mette al centro le code e le cronache dalle città. Aggiunge due elementi nuovi: il tetto vincolante solo nel 75% degli impianti e l’effetto minimo sulla media nazionale.

