VITERBO – La Sala Regia di Palazzo dei Priori si è riempita in ogni ordine di posto per rendere omaggio a una delle figure politiche più incisive del Novecento. A quarantacinque anni dalla sua scomparsa, Viterbo ha celebrato Luigi Petroselli, l’indimenticato “sindaco di tutti” che ha segnato profondamente la storia di Roma, riannodando finalmente i fili con la sua città natale. A suggellare questo ritrovato legame è stata l’ufficializzazione dell’intitolazione a suo nome dell’ala ovest del Museo Civico Rossi Danielli nella sua location dei Portici, in pieno centro storico.
“Viterbo celebra uno dei più grandi sindaci di Roma, riconosciuto e apprezzato in maniera trasversale da tutte le forze politiche”, ha sottolineato la sindaca Chiara Frontini durante l’incontro. “Un sindaco popolare, vicino alle fasce deboli della popolazione, che in soli due anni è passato alla storia di Roma. E soprattutto, un viterbese!”. L’iniziativa museale, ha spiegato la prima cittadina rivolgendo un ringraziamento al vicesindaco Alfonso Antoniozzi, all’assessore Emanuele Aronne e a tutti coloro che si sono battuti per preservare questa memoria, “vuole riconsegnare alla storia cittadina di Viterbo un grande viterbese. Vuole chiudere un cerchio, o forse aprirne di nuovi”.
Proprio l’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne, motore organizzativo dell’evento, ha posto l’accento sull’incredibile attualità della visione politica e amministrativa di Petroselli. “Ieri sera, guardando la Sala Regia stracolma, ho pensato che avevamo fatto bene. Bene a riportare a Viterbo Luigi Petroselli e bene a non limitarci a celebrarlo, ma a provare a ragionare su quanto il suo modo di amministrare possa parlare ancora alle nostre città di oggi”.
Un confronto che ha toccato da vicino il ruolo stesso di chi governa il territorio: “Oggi mi occupo di urbanistica, mobilità e qualità degli spazi urbani della città in cui Petroselli è nato – ha evidenziato Aronne –. Inevitabilmente, ascoltando gli interventi, mi sono ritrovato più volte a pensare al nostro lavoro quotidiano, alle scelte che facciamo, agli errori, alle difficoltà e soprattutto alla responsabilità che abbiamo quando decidiamo come deve cambiare una città. Ieri non abbiamo semplicemente ricordato un grande sindaco e una stagione politica lontana. Abbiamo provato a fare una cosa diversa, e forse più utile: riportare Luigi Petroselli nel presente”.
L’appuntamento ha infine assunto un valore umano e culturale ancora più profondo grazie alla dedica speciale rivolta a Luciano Dottarelli, l’intellettuale ed ex sindaco di Bolsena recentemente scomparso. “Credo che non potesse esserci occasione più adatta per ricordarlo – ha concluso l’assessore –: una sala piena, tante persone diverse, il confronto delle idee, la cultura intesa non come esercizio accademico ma come strumento per comprendere e trasformare la realtà”.

