CIVITAVECCHIA – C’è stato un momento di grande emozione, celebre e solenne, che ieri ha vissuto la storia civitavecchiese al salone FIN in occasione della presentazione di campionati e calendari d’A1 2026/27. Stavolta sì, c’era la Nautilus, ormai realtà di Serie A1, prima di presentarsi davanti alla sua gente. Quella Nautilus che in quei saloni ormai però s’è abituata a navigare, con l’auspicio che possa sempre continuare a farlo, anno dopo anno. Ma in questo caso l’emozione pervadente deriva da un’altra storia. La storia.
Una premiazione, una onorificenza di quelle che proprio no, non si vede tutti i giorni. E forse, venendone a conoscenza, generazioni di civitavecchiesi si sono commosse. Parliamo della premiazione di Adalberto Capuani, 100 candeline soffiate soltanto lo scorso 22 settembre, longevità dello sport, la storia eterna. Lui, il mitico fischietto, arbitro della finale delle Olimpiadi del 1980 tra Urss e Jugoslavia, uno degli arbitri più grandi della storia della pallanuoto, leggenda civitavecchiese.
“Premio speciale all’arbitro di pallanuoto più longevo d’Itala, il centenario Adalberto Capuani, di Civitavecchia, tesserato dal 1° gennaio 1962, che raggiunge l’apice della sua carriera con le Olimpiadi di Mosca 1980 in cui venne designato a dirigere il girone finale” si leggerà nel comunicato della FIN, poche righe che fanno ancora venire i brividi a noi che scriviamo, 24 ore dopo.
Era lì, davanti a Buonfiglio, davanti ad Abodi, davanti a presidente del CONI e Ministro per lo Sport, genuinamente più emozionati di lui. Attimi di vita, attimi di sport, attimi di storia. Gli è stato conferito il Piatto d’Argento, presso la Sala Convegni delle Piscine del Foro Italico. Un momento d’orgoglio per tutta Civitavecchia. Un momento di toccante emozione per tutta la pallanuoto italiana.
Foto Andrea Staccioli / DBM
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