VITERBO – Fantasmi, insoddisfazione e pure qualche fischio. Sembrava particolarmente scuro il pomeriggio del Rocchi, alla prima di Imperio Carcione sulla panchina della Viterbese. Con l’Aranova, neopromossa e squadra che sa sempre quel che vuole, che si difende compatta e ti sporca la partita, che per larghi tratti ha sognato ma soprattutto accarezzato il colpo grosso.
Ma le partite, si sa per definizione, durano 90 minuti più recupero. E quindi, in un pomeriggio che sembrava stregato, al termine di un primo tempo noioso (padroni di casa sterili, lenti e prevedibili, ospiti chiusi a riccio) e con beffa più doccia gelata in apertura di ripresa col vantaggio ospite firmato Massimo, la Viterbese la vince. La ribalta, la rimonta, la capovolge.
Prima Massali in mischia in area sugli sviluppi di torre e palla inattiva, quindi la sfortunata autorete ospite in pieno recupero sempre su calcio piazzato: esplode il Rocchi, una gioia quasi liberatoria, Carcione vince 2-1 al debutta e scrolla subito pressione e malumori. Sospirone pure per Camilli, che ha scelto di cambiar tecnico dopo appena cinque giornate.
Se l’espressione di gioco non può esser la migliore, il gruppo c’è: attributi e cuore, altrimenti non si vincono partite così all’ultimo respiro. Viterbese che dunque dopo sei giornate sale lassù, al terzo posto, in una classifica compatta e pertanto coinvolgente; 14 punti per la capolista Sarnese, 13 lunghezze per i sardi del Monastir, 12 proprio per i gialloblu, terza forza del Girone G di Serie D.

