Secondo i dati di Facile.it e Consumerismo, i rincari degli ultimi dieci anni hanno fatto crescere il budget necessario per le spese familiari. L’aumento dei redditi non basta a compensare l’inflazione.
Il costo della vita aumenta, mentre il potere d’acquisto arretra. È il quadro che emerge dai dati di Facile.it e Consumerismo: negli ultimi dieci anni vivere è diventato più caro del 36%, mentre il salario reale, depurato dall’inflazione, è diminuito del 4%.
A pesare sui bilanci delle famiglie italiane sono i rincari di luce, gas, carburanti e alimentari. Spese quotidiane che, nel corso del decennio, hanno fatto lievitare il budget necessario a sostenere le esigenze familiari.
Il divario tra l’aumento dei costi e l’andamento delle retribuzioni è il nodo centrale. La crescita dei redditi, una volta considerato l’effetto dell’inflazione, non è stata sufficiente a preservare il potere d’acquisto. Il risultato è una riduzione del salario reale, a fronte di una spesa sempre più elevata.
Dalle bollette alla spesa alimentare, passando per i rifornimenti, la pressione riguarda dunque diverse voci del bilancio domestico. I dati restituiscono l’immagine di famiglie chiamate a fare i conti con costi maggiori senza un corrispondente rafforzamento della capacità di spesa.


