Carceri, la Regione Lazio stanzia 60mila euro per il diritto allo studio dei detenuti
Politica
17 Ottobre 2026
Carceri, la Regione Lazio stanzia 60mila euro per il diritto allo studio dei detenuti

ROMA – La Giunta regionale del Lazio presieduta da Francesco Rocca, su proposta dell’assessore al Personale, alla Sicurezza Urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università della Regione Lazio, *Luisa Regimenti*, ha approvato una delibera che stanzia 60mila euro per il sostegno del diritto allo studio e la diffusione dell’istruzione universitaria negli istituti penitenziari, in attuazione della legge regionale n. 7/2007 sui diritti della popolazione detenuta.

 

I fondi sono destinati alle Università che hanno sottoscritto un apposito Protocollo d’intesa con il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria.

La ripartizione avviene in misura proporzionale al numero di detenuti iscritti per l’anno accademico 2025/2026 che al momento è di 311 studenti.

 

Nello specifico le risorse sono così ripartite: Università degli Studi Roma Tre: 97 studenti iscritti per un totale di 18.714 euro; Università degli Studi di Roma “La Sapienza”: 80 studenti iscritti per un totale di 15.434 euro, Università degli Studi Tor Vergata: 68 studenti iscritti per un totale di 13.119 euro, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale: 58 studenti iscritti per un totale di 11.190; Università degli Studi della Tuscia: 8 studenti iscritti per un totale di 1.543 euro.

 

«Garantire il diritto allo studio universitario alle persone detenute significa offrire una concreta opportunità di cambiamento, costruire percorsi di reinserimento sociale e contribuire ad abbattere la recidiva una volta scontata la pena. Siamo convinti che la sicurezza non si costruisca soltanto attraverso il controllo e la prevenzione, ma anche investendo nell’educazione, nella responsabilizzazione e nella possibilità di reintegrarsi pienamente nella società. Una società più sicura è anche una società che sa offrire una seconda possibilità» sottolinea l’assessore Luisa Regimenti.