di Diego Galli
VITERBO – In un’epoca in cui le serrande dei centri storici tendono ad abbassarsi nel silenzio generale, la notizia dell’apertura di una nuova libreria indipendente nel cuore medievale di Viterbo è stata accolta dalla città come una vera e propria boccata d’ossigeno. Sabato 24 ottobre, lungo via San Pellegrino — all’altezza di piazza Scacciaricci, proprio sull’antico tracciato della Via Francigena — alzerà ufficialmente il sipario la “Libreria Le 2 Lune”. A guidare in solitaria questo piccolo presidio culturale di 44 metri quadri è Cristina Della Rosa, giovane imprenditrice classe 1992 che ha deciso di scommettere tutto sui libri, sull’artigianato locale e sulla rinascita delle relazioni umane.
Quella di Cristina non è la storia di un’improvvisazione, ma il frutto di una scelta radicale e coraggiosa. Cresciuta a Montefiascone fino ai diciannove anni, si trasferisce a Roma dove si laurea in Scienze infermieristiche alla Sapienza, per poi ritrovarsi a lavorare per lungo tempo nel settore assicurativo. Un impiego solido, che tuttavia con il passare degli anni si trasforma in una gabbia. «Ho passato tutto quel tempo sentendomi soffocata, era un mondo che esulava totalmente dai miei interessi — racconta —. Nel 2025 ho preso una decisione che ha richiesto tantissimo coraggio: ho lasciato il “posto fisso”». Da lì inizia una nuova vita, fatta di esperienza sul campo dietro il bancone di una libreria, corsi e, infine, l’occasione giusta: un locale nel quartiere di San Pellegrino rivelatosi lo scrigno perfetto per il suo sogno. Dalla laurea in infermieristica al bancone dei libri, il filo conduttore resta in fondo lo stesso: prendersi cura delle persone, passando però dal piano fisico a quello più intimo e romantico dell’anima.
Il nome scelto per l’attività, “Le 2 Lune”, è una dichiarazione d’amore alla letteratura e, in particolare, a 1Q84, celebre romanzo dello scrittore giapponese Haruki Murakami. «Nel libro la protagonista vede due lune in cielo, che rappresentano il passaggio dalla realtà alla dimensione onirica — spiega l’imprenditrice con emozione —. Quell’opera mi ha aiutata immensamente in un periodo molto duro della mia vita, riuscendo a portarmi via dal mondo reale. Era un omaggio dovuto. In una società iperconnessa, veloce e stressante, abbiamo bisogno di prenderci delle pause e scappare. La narrativa, inoltre, ha il potere straordinario di sviluppare l’empatia, di farci immedesimare negli altri: un antidoto fondamentale contro l’individualismo estremo verso cui stiamo scivolando».
La proposta sarà quella di una libreria generalista — capace di spaziare dalla narrativa alla saggistica, dall’editoria per ragazzi alle pubblicazioni sul territorio — affiancata da un angolo cartoleria e da prodotti dell’artigianato locale. Ma la vera sfida di Cristina Della Rosa è culturale e sociale, a partire proprio dalla scelta di presidiare via San Pellegrino con orari ambiziosi, dalle 9 alle 20, valutando anche aperture serali nel fine settimana e durante il mercoledì universitario. «Penso che San Pellegrino sia il quartiere più bello in assoluto, un luogo fuori dal tempo — sottolinea —. Pensarlo abbandonato mi fa stare fisicamente male. Dispiace vedere che le persone si allontanano dal centro solo per la pigrizia di non voler fare due passi a piedi dal parcheggio. Questo quartiere non deve restare solo alla mercé dei turisti di passaggio, i cittadini devono riprenderselo in mano. Quando all’università vivevo a Roma, passavo il tempo libero girando per librerie: vorrei che anche gli studenti dell’Unitus avessero qui un punto di riferimento sicuro in cui esprimere le proprie emozioni, un’alternativa in più oltre alla pur sacrosanta serata nei locali».
Tornata a vivere nella Tuscia nel 2020 dopo dieci anni nella Capitale, Cristina non risparmia una riflessione lucida e schietta sulle chiusure mentali della città. «A volte sembra che le mura di Viterbo siano fin troppo alte e granitiche. Quando sono tornata ho trovato circoli molto chiusi, una sorta di paura generalizzata e un continuo senso di decadentismo. Ci si chiede perché i negozi sul corso chiudano, dando tutta la colpa all’online: l’e-commerce incide, certo, ma se non lasciamo l’auto per fare una passeggiata e comprare nelle botteghe del centro, la responsabilità è anche nostra. L’amministrazione può fare tanto, ma i veri cambiamenti partono dal basso. Continuare a piangersi addosso non porta da nessuna parte».
Proprio per abbattere queste barriere, la parola d’ordine de “Le 2 Lune” sarà fare rete, rifiutando qualsiasi logica di sterile concorrenza. «Non siamo rivali, dobbiamo lavorare insieme — ribadisce con forza —. Io amo questo mestiere dal giorno in cui il titolare della Libreria dei Salici di San Faustino mi consigliò il primo libro; quando vivevo a Roma tornavo a Viterbo appositamente per loro, per la loro straordinaria preparazione e capacità di trasmettere passione. Così come ammiro profondamente il lavoro e le iniziative della Libreria Straffi e delle altre. Viterbo ha un potenziale immenso, non ha nulla da invidiare a realtà come Orvieto che riescono a valorizzare ogni millimetro quadrato del territorio tutto l’anno. Qui non mancano le idee, manca la continuità: dobbiamo unire le forze tra librai, università e associazioni per creare un calendario costante e, perché no, un grande festival culturale cittadino, un’idea per la quale ho già trovato grande ascolto e interesse da parte di molte persone».
In cantiere ci sono già progetti innovativi per trasformare la lettura da atto solitario a esperienza collettiva: dai gruppi di lettura divisi per genere ai Silent Reading Party — ritrovi per leggere insieme in silenzio e poi confrontarsi liberamente —, fino a veri e propri ritiri letterari immersi nelle meraviglie della Tuscia, tra il Lago di Vico e il Sacro Bosco di Bomarzo. Con uno sguardo attentissimo alle nuove generazioni e ai linguaggi digitali, grazie al futuro coinvolgimento di bookstagrammer e booktoker locali come Alessio Bernabucci: «I social vengono spesso demonizzati dalle generazioni precedenti, ma su piattaforme come TikTok c’è una comunità giovanissima che passa il tempo a consigliarsi romanzi, compiendo un lavoro di riavvicinamento alla lettura semplicemente fenomenale».
Il primo capitolo di questa nuova avventura verrà scritto sabato 24 ottobre a partire dalle ore 17:00. Ad affiancare Cristina Delle Rose nel taglio del nastro e nella presentazione del progetto ci sarà la scrittrice e attivista Eleonora Santamaria. La serata, accompagnata da un momento conviviale, entrerà poi nel vivo grazie alla collaborazione con i giovani collettivi di SpaccaViterbo con “Poesia in Piazza”, che animeranno il cuore antico di San Pellegrino con letture, versi e racconti dedicati proprio al tema della luna. «Una sinergia che mi emoziona tantissimo — confessa la neo libraia —. So già che all’inaugurazione piangerò molto, perché i loro versi centrano esattamente il senso del mio progetto: avvicinare le persone attraverso le parole».

