Da Salerno a Orvieto, fino ad Andria e Milano: chi sono le quattro vittime dello schianto in Bosnia
Cronaca
30 Ottobre 2026
Da Salerno a Orvieto, fino ad Andria e Milano: chi sono le quattro vittime dello schianto in Bosnia

ROMA – Le quattro vittime dello schianto in Bosnia arrivavano da diverse realtà del Paese, dal Sud al Centro-Nord, unite dal servizio nelle Forze armate e nella Croce Rossa.

 

Simone Ruggia, sergente dell’Aviazione dell’Esercito, era originario di Salerno, città che aveva lasciato da almeno otto anni per trasferirsi a Viterbo, dove prestava servizio.

 

Claudio Marchesi, 35 anni, era invece originario di Orvieto, in provincia di Terni, dove vive ancora la sua famiglia, nella zona di Allerona. Da circa tre anni si era trasferito nella città laziale per motivi di servizio.

 

Franco Adriano Zecchillo era milanese e aveva maturato una lunga esperienza nell’ambito sanitario, lavorando anche all’ospedale di Legnano.

 

Laura Procacci, 24 anni, era originaria di Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani, ed era cresciuta a Montegrosso, frazione del territorio andriese. Si era successivamente trasferita a Roma per frequentare Medicina.

 

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, quando un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, impegnato nell’ambito della missione europea Eufor Althea, è precipitato nei pressi di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina.

 

A bordo del velivolo si trovavano 15 persone: quattro hanno perso la vita e altre undici sono rimaste ferite. I superstiti sono stati soccorsi e trasferiti negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo le informazioni diffuse dalla Difesa, nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita.

 

L’incidente sarebbe avvenuto durante un’attività addestrativa di routine, probabilmente nella fase immediatamente successiva al decollo. Secondo alcune testimonianze, l’elicottero avrebbe volato a bassa quota prima di perdere il controllo e precipitare. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche un possibile urto con cavi, ma le cause dello schianto restano ancora da accertare.

 

Il velivolo è caduto in una zona di campagna disabitata, non lontano dal villaggio di Gorica. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, protezione civile e squadre sanitarie, mentre la missione Eufor ha avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’accaduto.