Novartis ha celebrato a Milano i 250 anni di innovazione scientifica e i 30 anni dalla nascita del gruppo con l‘evento ”Innovazione che cambia la vita”. Nel corso dell’incontro è stato presentato Catalyst, il progetto per rafforzare l’organizzazione della ricerca clinica negli ospedali italiani, con iniziative pilota in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.
”Quest’anno noi abbiamo più di 200 studi clinici attivi che coinvolgono 2.000 pazienti, abbiamo appena comunicato nel triennio investimenti in ricerca e sviluppo per 150 milioni di euro”, ha detto Federico Mambretti, Country President di Novartis Italia, a margine dell’evento.
Per Francesco Ceci, direttore della Medicina nucleare dello IEO di Milano, il principale problema della ricerca clinica in Italia non sono i fondi, ma ”la possibilità di avere accesso a questi studi”. Ceci ha indicato nei radiofarmaci ”l’innovazione più importante, a mio avviso, nell’oncologia di precisione”. Felice Bombaci, coordinatore Gruppo Pazienti LMC e AIL, ha raccontato la diagnosi di leucemia mieloide cronica e l’inizio della terapia con Imatinib nel 2002. ”Io non riuscivo più ad alzare mio figlio di 4 anni”, ha ricordato Bombaci. Oggi la sua condizione è cambiata: ”La prossima settimana andrò ad assistere alla specializzazione di mio figlio”, ha concluso.
immagini e contenuti LaPresse
Video su LaPresse


