ORVIETO – Orvieto si è fermata per l’ultimo saluto a Claudio Marchesi.
Il sergente dell’Aviazione dell’Esercito di 35 anni è morto nell’incidente in elicottero avvenuto in Bosnia-Erzegovina durante una missione internazionale.

Nel giorno dei funerali, celebrati in Duomo, la città si è stretta attorno alla famiglia del militare, nel clima di raccoglimento segnato anche dal lutto cittadino proclamato dalla sindaca Roberta Tardani.
In tanti, tra autorità e persone comuni, hanno preso parte al rito funebre per portare vicinanza alla famiglia. Una comunità profondamente colpita dalla scomparsa di un suo concittadino, morto mentre era impegnato al servizio del Paese.

Marchesi era tra i militari italiani rimasti vittime dell’incidente in Bosnia-Erzegovina, una tragedia che ha provocato anche il ferimento di altri undici militari.
Presenti ai funerali, tra gli altri, la sindaca di Montefiascone Giulia De Santis, il sindaco di Grotte di Castro Antonio Domenico Rizzello, il prefetto di Terni Antonietta Orlando e il sindaco di Orvieto Roberta Tardani.

“Quando la morta di un giovane irrompe in una casa ne stravolge la vita – ha detto il vescovo Gualtiero Sigismondi -. Per un genitore, sopravvivere alla morte di un figlio è un’ingiustizia insopportabile. Claudio era impegnato in una missione di pace e vederselo strappare così è impossibile da concepire. Un tragico destino ha strappato Claudio alla vita nel fiore degli anni. Era là per un missione di pace, per contribuire al non ritorno della guerra. Claudio si merita questa splendida beatitudine, come operatore di pace. Al suo ingresso in paradiso è stato accolto dagli angeli”.
Per la vittima anche un profondo legame con Grotte di Castro. La compagna Alessia, infatti, è originaria del piccolo paese in provincia di Viterbo. In tanti, proprio da Grotte di Castro, hanno preso parte al funerale.
“Ciao Claudio – ha detto la sorella Gloria -. Non so nemmeno dove posso trovare la forza di leggere queste parole. Non vorrei essere qui oggi, a salutarti. Ci è caduto il mondo addosso in un istante. Viviamo un incubo dal qualche speriamo ancora di svegliarci. Eri il sole, eri luce. Fino all’ultimo hai fatto quello che ti piaceva fare. Te non ti tiravi mai indietro. Leale, generoso sincero, incapace di voltare le spalle a chi ti chiedeva aiuto. Ci hai lasciato senza nemmeno saperlo. Non pensate mai che ci sarà del tempo. Abbracciate ora, baciate ora, non rimandate. Lo dico a voi che siete qui, oggi, per ricordare Claudio con noi”.

La giornata di oggi, mercoledì 4 novembre, dedicata all’Unità nazionale e alle Forze armate, ha assunto quest’anno per Orvieto un significato particolare.
“Oggi, a Orvieto, il 4 novembre ha il volto di Claudio Marchesi – ha dichiarato in mattinata la sindaca Tardani durante le celebrazioni cittadine -. La nostra comunità si prepara a salutare per l’ultima volta un suo figlio, morto in Bosnia mentre serviva il Paese. Dedichiamo a lui questa giornata, con un pensiero ai suoi compagni che hanno perso la vita e agli altri militari feriti”.
Il gonfalone comunale listato a lutto ha accompagnato le celebrazioni istituzionali, svoltesi nel rispetto del lutto cittadino. Nel corso della cerimonia al monumento ai caduti in piazza Cahen è stato letto anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

