CAGLIARI – Una gara che già alla vigilia sapeva di qualcosa di differente. La classica buccia di banana, forse l’avversario e la trasferta più tosta ed insidiosa in questa fase di stagione. Un Frosinone che stava letteralmente volando, viaggiando a gonfie vele, che prima incassa l’infortunio di Raimondo, quindi deve andar dall’altra parte del Tirreno per affrontar chi per definizione questo tipo di gare ama sporcartele, rovinartele, chi ama frenare e logorare i piani di chi esprime calcio sfavillante per portarsi a casa, tra fango e battaglia, tre punti vecchia maniera.
Pisacane, l’ostacolo probabilmente peggiore da affrontare in questo momento. Un Cagliari affamato di punti, che nonostante il bell’inizio di stagione proveniva da risultati negative e sconfitte, per una striscia pertanto da spezzare. La motivazione era proprio quella. Pertanto cuore oltre l’ostacolo, calcio fisico, seconde palle, compattezza e ripartenze.
E Pisacane, col suo Cagliari, riescono nella loro missione: 1-0 all’Alvini band, arrestata la corsa giallazzurra. Sblocca Adopo al tramonto nel primo tempo; nella ripresa il Frosinone creerebbe pure, diverse occasioni tra l’altro clamorose, ma Caprile è straordinariamente super e quel pari che sarebbe stato più giusto si spegne tra i guantoni dell’estremo difensore ex Napoli, formidabile protagonista.
Vero MVP, forse vera e propria motivazione affinché Alvini uscirà senza punti. Una sconfitta che comunque non macchia quanto di buono fatto fin qui. Lascia l’amaro in bocca, senz’altro. Ma non cambia nulla: Frosinone, autunno da favola.


