CIVITAVECCHIA -«La lettera del presidente De Marco mi è sembrata più un atto dovuto che una reale e convinta richiesta di scuse». Il presidente della locale sezione Aia, Antonio Biso, non usa mezzi termini per commentare l’evoluzione dell’episodio che ha visto il genitore di un atleta del San Gordiano, che svolgeva il ruolo di guardalinee, ha colpito l’arbitro della gara che si stava dispuntando col Civitavecchia. «Personalmente – prosegue Biso – mi sarei aspettato che, se non il presidente De Marco, almeno un dirigente venisse di persona a scusarsi per il grave comportamento tenuto da un rappresentante della società. Più che una lettera, che pure prende le distanze da quanto è avvenuto, avrei preferito una condanna un po’ più convinta». Biso poi annuncia che, a differenza di quanto aveva deciso nei primissimi momenti dopo l’aggressione, il ventenne fischietto di Ladispoli ha scelto di tornare ad arbitrare. «Questo – commenta il presidente – perché la grande famiglia degli arbitri gli è stata vicina. Ed è stata anche una grande soddisfazione vedere come oggi (ieri,ndr) al nuovo corso si siano presentati in tanti».
Molti sono comunque i commenti a freddo sull’episodio di violenza. Secondo il tecnico del San Gordiano, Raffaele Graziano, «siamo di fronte ad un problema generale, nel senso che quello che è successo a San Gordiano avrebbe potuto succedere in qualsiasi campo, in qualsiasi disciplina sportiva – ha commentato – l’episodio di sabato mi ha sconvolto perché era del tutto inaspettato e privo di senso. Certamente è un fatto grave che ci spinge a riflettere. Gli arbitri possono ovviamente commettere errori e non saremo certo noi a metterli al rogo per questo. Invece, la caccia alle streghe che è stata innescata aseguito del fatto non porta a nulla: solo un clima di tensione durante le gare».
«E’ sbagliato dare la colpa alla società o ai suoi atleti – commenta il tecnico del Civitavecchia Franco Supino – il presidente De Marco e i suoi dirigenti hanno creato un ottimo ambiente dove imparare il gioco del calcio: si tratta di un fenomeno isolato che giustamente è stato condannato dal patron e dall’allenatore. Accolgo felicemente l’invito da parte di Raffaele Graziano a partecipare ad una tavola rotonda, magari coinvolgendo l’assessore Fulvia Fanciulli, sui veri problemi del mondo dello sport, perché questo triste episodio ci possa permettere di avviare una seria riflessione sui valori dello sport che sembrano essere andati smarriti».
Posizione più drastica per il dirigente del Dopolavoro Ferroviario, Enrico Grieco che, con una provocazione, invita a tenere lontani i genitori delle partite. «Siamo noi adulti che dovremmo dare il buon esempio, ma spesso non è così. Mi auguro che l’episodio del derby possa aprire una lunga riflessione nelle società del comprensorio. Noi però vogliamo garantire che nella prossima giornata (il Dlf incontrerà infatti il San Gordiano di Raffaele Graziano, ndr) non saremo per nulla prevenuti. Come hanno detto i colleghi voglio ricordare che in palio non ci sono i soldi, ma una coppa la quale deve essere assegnata alla formazione più brava del campionato».
«Spero che in questo derby in campo il protagonista sia lo sport – conclude il tecnico del San Gordiano – perchè se manca il gioco e il divertimento non si parla più di un’attività agonistica. A seguito dell’episodio ho pensato di dimettermi ma non l’ho fatto per due motivi: per il presidente Aldo De Marco che sta facendo il possibile per creare un ambiente sano e per i ragazzi che mi sembrava sbagliato abbandonare in questo momento difficile».
Verdecalcio
2 Novembre 2011
Aggressione arbitro, Biso: «Da De Marco scuse poco convinte»

